«Non c’è nulla da celebrare: la Dichiarazione Congiunta sui dazi tra Commissione Europea e Stati Uniti non rappresenta un successo, ma la conferma delle falle già emerse con l’intesa tra Trump e Von der Leyen. L’Italia resta esclusa dai benefici».
Lo afferma Antonio Misiani, responsabile economico del Partito Democratico, definendo il documento “un vero e proprio inchino dell’Europa alle pretese di Washington”.
«I vantaggi per l’Unione Europea sono marginali, mentre i rischi per la capacità di tutelare standard sociali, ambientali e sanitari sono concreti — spiega Misiani —. Gli Stati Uniti alzano i dazi fino al 15% sui prodotti europei e l’UE risponde azzerando i dazi sulle merci americane, comprese alcune tra le più sensibili: prodotti industriali, agricoli, lattiero-caseari, carne suina. La reciprocità è completamente assente».
L’Italia, aggiunge Misiani, esce perdente: «Il vino è escluso dalle esenzioni, smentendo le promesse dei nostri sovranisti al governo. Nel documento figurano maxi impegni per l’Europa verso Washington: 750 miliardi di dollari in gas, petrolio e nucleare, 600 miliardi in investimenti strategici americani, 40 miliardi in chip per l’intelligenza artificiale e maggiori spese militari made in USA. La Germania ottiene protezioni per l’industria dell’auto, l’Italia nulla: nessuna tutela per i nostri settori più esposti».
Misiani denuncia la passività del governo: «Dove era la destra italiana mentre si decideva il futuro di comparti cruciali? A Bruxelles e a Washington Meloni e il suo governo si confermano irrilevanti: muti e incapaci di difendere gli interessi nazionali».
Il Partito Democratico, conclude, continuerà a battersi per le imprese italiane, chiedendo in Europa una revisione dei dazi e in Italia un piano di sostegno immediato per i settori più colpiti. «La priorità ora è scongiurare la recessione — avverte Misiani —. Il governo deve intervenire rapidamente con misure per rilanciare la domanda interna e affrontare la questione salariale. Di fronte al protezionismo statunitense, non bastano selfie o dichiarazioni: servono peso politico e coraggio. Due qualità che questo governo non possiede».
