3 Maggio 2026, domenica
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Modena, tre furti in 17 giorni: il Suv diventa “barriera” contro i ladri, ma arriva la multa. Ovviamente.

Stanchi dei continui assalti al bar, i titolari parcheggiano l’auto davanti alla vetrina per difendersi in attesa di una cancellata. Interviene il carro attrezzi: sanzione e spese di rimozione. “Oltre al danno, la beffa”.

Modena – Dopo tre furti in diciassette giorni, con il ladro che sfonda la vetrina a colpi di scooter, il senso di impotenza ha lasciato spazio all’istinto di autodifesa. Così Rita Marra e suo figlio Marcello Grazioso, titolari di un bar tabaccheria in una zona semicentrale di Modena, hanno deciso di agire: piazzare il Suv di famiglia, un mezzo di stazza importante, proprio davanti all’ingresso del locale. Sul marciapiede, sì, ma senza ostruire il passaggio di pedoni o carrozzine. Una misura estrema e temporanea, assicurano, “giusto il tempo che arrivi la nuova cancellata di sicurezza”.

Ma giovedì sera la situazione è precipitata. Qualcuno ha segnalato il veicolo alla polizia locale, e nel giro di pochi minuti è arrivato il carro attrezzi. Il figlio della titolare ha tentato il tutto per tutto, accorrendo appena in tempo per spostare l’auto prima che venisse portata via. Nulla da fare: la multa da 65 euro è scattata comunque, insieme a 200 euro di spese per l’intervento del carro attrezzi. “Oltre al danno, la beffa”, è il commento amaro dei proprietari.

Tre colpi in poco più di due settimane

Il primo furto risale all’8 luglio. Poi ancora il 14. Infine, il terzo assalto il 25. Il ladro — lo stesso in tutti e tre i casi, secondo quanto ripreso dalle telecamere di sorveglianza — agisce di notte e ha un modus operandi collaudato: prende lo scooter, lo lancia a tutta velocità contro la vetrina, entra e arraffa ciò che trova. I bottini cambiano ogni volta, ma i danni strutturali restano gravi e costosi. Ogni episodio si è concluso con una denuncia, ma finora senza arresti.

“Sapevamo che era vietato, ma era una questione di giorni”

“Non è stata una decisione presa alla leggera — spiegano Rita e Marcello —. Ci siamo trovati a dover scegliere tra continuare a subire furti o fare qualcosa. Sapevamo che quel parcheggio non era regolare, ma il Suv era lì solo per proteggere la vetrina fino all’installazione della cancellata, che dovrebbe arrivare nei prossimi giorni”. Una scelta forzata, dicono, dettata dal silenzio delle istituzioni e dalla mancanza di soluzioni concrete dopo le denunce.

La zona non è classificata come ad alto rischio, ma i tre furti consecutivi hanno gettato nello sconforto i titolari, che da anni gestiscono il locale. “Non ci sentiamo più sicuri. Non puoi passare la notte a guardare le telecamere sperando che non succeda di nuovo”.

La multa e la delusione

La parte più dura da digerire non è tanto la sanzione economica — 265 euro in tutto — quanto il senso di abbandono. “Invece di proteggerci, ci puniscono. Non chiedevamo favoritismi, ma un minimo di comprensione, viste le circostanze. Non stavamo occupando la strada né bloccando il passaggio. Era una soluzione temporanea e chiaramente motivata dalla necessità”.

L’attesa dell’assicurazione e i conti che non tornano

Nel frattempo, la cancellata promessa dovrebbe essere installata entro pochi giorni. Ma c’è un altro nodo da sciogliere: il rimborso dei danni. “Se va bene, recupereremo il 50% attraverso l’assicurazione. Il resto sarà a nostro carico”, raccontano sconsolati. Ogni furto ha comportato spese per la riparazione della vetrina, la sostituzione dei beni rubati e il fermo dell’attività.

Non è la prima volta che piccoli imprenditori, in particolare nel settore della ristorazione e dei tabacchi, si trovano a dover fronteggiare l’illegalità da soli, in un equilibrio precario tra autodifesa e rispetto delle regole. Questo caso ne è un esempio emblematico: chi si difende come può, spesso si ritrova a dover pagare due volte.

Un segnale da non ignorare

Il caso del bar tabaccheria di Modena è l’ennesimo campanello d’allarme in un’estate in cui i furti notturni, soprattutto in attività di vicinato, sembrano moltiplicarsi. Al di là del singolo episodio, la vicenda solleva interrogativi più ampi sulla tutela dei piccoli esercenti, spesso lasciati soli a fronteggiare l’escalation di microcriminalità. E se la risposta delle autorità è il rigore burocratico, il rischio è quello di alimentare un clima di sfiducia e rassegnazione.

Nel frattempo, Rita e Marcello tengono duro. “Abbiamo aperto questo locale con passione, ma è sempre più difficile andare avanti. Non chiediamo altro che lavorare in sicurezza. Senza dover parcheggiare un Suv davanti alla vetrina per sentirci protetti”.

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