La vicepresidente del Movimento 5 Stelle e deputata, Chiara Appendino, è intervenuta con fermezza in Aula e sulla stampa per denunciare quella che definisce una grave mancanza di visione e responsabilità da parte dell’attuale governo in due dossier cruciali: la tutela dei lavoratori coinvolti nella cessione di Carrefour Italia e il sostegno alle imprese italiane colpite dalla crescente ondata di dazi internazionali.
Due vicende distinte, ma accomunate da una richiesta chiara: la necessità di un intervento tempestivo e coerente da parte dello Stato a difesa dell’economia reale, dei posti di lavoro e della tenuta del sistema produttivo italiano.
Il caso Carrefour: oltre 18 mila lavoratori a rischio
Al centro del primo intervento vi è la recente acquisizione di Carrefour Italia da parte della società NewPrinces S.p.A., operazione che si aggira intorno al miliardo di euro e coinvolge direttamente oltre 18 mila dipendenti sul territorio nazionale. L’operazione ha suscitato reazioni contrastanti: se da un lato viene salutata come una potenziale occasione di rilancio per il brand in Italia, dall’altro si teme una razionalizzazione aggressiva che potrebbe tradursi in tagli occupazionali.
Appendino ha richiamato l’attenzione del governo, in particolare del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che oggi siederà al tavolo convocato al Mimit per discutere della transizione. «È fondamentale – ha dichiarato la vicepresidente del M5S – che il governo assuma una posizione inequivocabile a tutela dei lavoratori. Nessun posto di lavoro deve andare perso. Le persone coinvolte hanno dedicato anni alla crescita dell’azienda, spesso in condizioni difficili, e meritano garanzie chiare e immediate».
L’intervento istituzionale auspicato non riguarda soltanto la salvaguardia formale dell’occupazione, ma anche la dignità del lavoro, troppo spesso sottoposta a logiche di profitto a breve termine. Il Movimento 5 Stelle ha annunciato che seguirà con attenzione l’evoluzione della vicenda, utilizzando tutti gli strumenti parlamentari e politici a disposizione per assicurare trasparenza e tutela.
Dazi: promesse disattese e imprese lasciate sole
Parallelamente, Appendino ha lanciato un duro j’accuse contro il governo Meloni per quanto riguarda la gestione della crisi commerciale legata all’aumento dei dazi, in particolare quelli imposti dagli Stati Uniti su una serie di prodotti europei – tra cui molti italiani – in risposta alle dispute commerciali e ai sussidi di Stato concessi al settore industriale.
Nel mirino, ancora una volta, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, colpevole, secondo la deputata pentastellata, di aver abbandonato le imprese italiane dopo aver promesso interventi per 25 miliardi di euro. «In quattro mesi – ha denunciato Appendino – non si è fatto nulla. Si era parlato di un piano massiccio di sostegno, ma ad oggi quelle risorse restano lettera morta. Nel frattempo, le aziende hanno perso ordini e competitività, passando da una fase di incertezza a una realtà già drammatica: dazi al 15%, difficoltà nei mercati internazionali, e una rete istituzionale totalmente assente».
Il riferimento è anche alle filiere agricole, agroalimentari, manifatturiere e tecnologiche che subiscono ricadute dirette dai nuovi equilibri commerciali e che, secondo il Movimento 5 Stelle, stanno pagando l’assenza di una strategia industriale coerente e proattiva da parte dell’esecutivo.
Appendino ha parlato di un “governo che si nasconde dietro numeri e annunci”, mentre «le imprese italiane chiudono e i lavoratori pagano il prezzo della retorica». Per la vicepresidente della Camera, non è sufficiente minimizzare i problemi in sede parlamentare: è necessario assumere decisioni rapide e concrete, in linea con le esigenze di un sistema produttivo che chiede certezze e strumenti.
Un appello alla responsabilità politica
I due interventi, pur riferiti a contesti differenti – uno privato e occupazionale, l’altro commerciale e sistemico – si uniscono nel tratto comune di una richiesta di responsabilità da parte dello Stato. La politica, secondo Appendino, non può limitarsi a registrare i cambiamenti del mercato, ma deve agire con una visione di tutela dell’interesse collettivo: dei lavoratori nei passaggi di proprietà, delle imprese nella competizione globale.
Nel caso Carrefour, il timore è che la logica finanziaria prevalga su quella occupazionale, in assenza di vincoli chiari imposti dall’esecutivo. Nel caso dei dazi, il rischio è che la sottovalutazione della minaccia esterna finisca per disgregare tessuti produttivi che non dispongono di strumenti autonomi di reazione.
Il Movimento 5 Stelle intende utilizzare la propria presenza parlamentare e istituzionale per evitare che il governo continui a rinviare o eludere questioni di impatto immediato sulla vita di milioni di persone. In gioco, come ha affermato Appendino, non c’è solo un bilancio statale o una trattativa aziendale, ma l’idea stessa di un’economia giusta, competitiva e sostenibile.
