29 Giugno 2026, lunedì
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Sanità, antifascismo, sviluppo: il Pd incalza il governo su tre fronti

Dal collasso del Servizio sanitario nazionale alle scritte neofasciste a Roma, fino all’assenza di una strategia industriale: dem all’attacco dell’esecutivo Meloni. Sereni, Bonafoni e Misiani guidano l’offensiva.

ROMA – Tre dossier, un’unica accusa: il governo Meloni è in ritardo, assente, scollegato dal Paese reale. È la posizione del Partito Democratico che, in una giornata di interventi a tutto campo, torna a incalzare l’esecutivo su sanità pubblica, antifascismo e politiche industriali.

La denuncia più urgente arriva da Marina Sereni, responsabile Salute e sanità nella segreteria nazionale del Pd, che prende spunto da recenti dichiarazioni di Antonio Tajani. “Meglio tardi che mai – dichiara – finalmente anche nella maggioranza qualcuno si accorge che, continuando così, il governo finirà per smantellare il Servizio sanitario nazionale. La salute rischia di diventare un privilegio per pochi”.

Sereni ricorda come il Pd e le altre forze di opposizione stiano da anni denunciando lo stato critico della sanità pubblica: risorse in calo, personale in fuga, bisogni in crescita. “Servono investimenti strutturali, una svolta sulla medicina di prossimità, risposte per cronicità e fragilità. Con la Legge Schlein chiediamo di portare la spesa sanitaria almeno al 7,5% del PIL, come accade in Europa. Le nostre proposte sono pronte, discusse con esperti e professionisti. Se la maggioranza vuole cambiare rotta, noi ci siamo”.

Ma non c’è solo la sanità. A Roma, nella notte, le sedi del Pd di Montespaccato e dell’ANPI sono state imbrattate con svastiche e scritte inneggianti al fascismo. A rispondere è Marta Bonafoni, coordinatrice della segreteria nazionale del Pd con delega al Terzo Settore e all’Associazionismo: “È una vendetta codarda – afferma – dopo la rimozione di un murales dedicato a un esponente dei Nar e affiliato a un clan criminale. Esprimo piena solidarietà al nostro circolo. La comunità democratica e antifascista non si farà intimidire da rigurgiti fuori dalla storia”.

Infine, sul fronte economico, il Pd respinge al mittente le critiche del deputato FdI Marco Giovine. “Inutile e senza senso la sua polemica – replica Antonio Misiani, responsabile Economia del partito – Siamo da sempre al fianco di imprese e lavoratori. La nostra conferenza nazionale sulle politiche industriali è il frutto di un lungo lavoro nei territori. Chi è chiuso nei palazzi è il governo, che ha tagliato gli incentivi per l’automotive dell’80%, aumentato le tasse alle imprese e lasciato irrisolte le grandi crisi industriali”.

Per Misiani, i ritardi nell’attuazione del PNRR e il fallimento del Piano Transizione 5.0 sono il segno di un esecutivo che non sa gestire la modernizzazione del sistema produttivo.

Tre voci, tre temi cruciali. Il Partito Democratico marca stretto il governo e si prepara a portare queste battaglie nelle piazze e in Parlamento, presentandosi come alternativa credibile a una maggioranza che – sostengono – non ascolta il Paese.

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