PORTO CERVO – Un drammatico incidente ha sconvolto la quiete estiva della Costa Smeralda. Martedì scorso, intorno alle 13:30, la cui notizia è arrivata solo oggi, Gaia Costa, 24 anni, è stata investita e uccisa da un Suv mentre attraversava la strada sulle strisce pedonali, in via Aga Khan, nel cuore di Porto Cervo. Alla guida della potente Bmw X5 c’era Vivian Spohr, manager tedesca e moglie di Carsten Spohr, amministratore delegato del colosso aereo Lufthansa. La giovane, originaria di Tempio Pausania, lavorava come baby-sitter stagionale e si stava recando nella residenza dove prestava servizio.
Secondo le prime ricostruzioni, Gaia avrebbe anche alzato un braccio per segnalare la sua presenza al volante. Ma l’impatto è stato devastante: sbalzata sull’asfalto, la ragazza ha riportato un grave trauma cranico. I sanitari del 118, giunti sul posto in pochi minuti, hanno tentato di rianimarla per oltre venti minuti, ma ogni sforzo è stato inutile.
Vivian Spohr, sotto choc dopo l’accaduto, è stata a sua volta assistita dai soccorsi. Sottoposta immediatamente ai test per alcol e sostanze stupefacenti, è risultata negativa. Alcuni testimoni hanno riferito che, nei momenti successivi all’impatto, la donna sembrava non aver compreso la gravità dell’incidente.
Nei giorni seguenti, Spohr ha lasciato l’Italia per rientrare in Germania, dove risiede con la famiglia. Secondo quanto precisato dai suoi legali, non sussisteva alcun vincolo che le imponesse di restare in Italia. «La signora Spohr – fanno sapere gli avvocati Angelo Merlini e Alessandro Vitale – è profondamente addolorata per quanto accaduto ed esprime sgomento per la tragedia. È a completa disposizione dell’autorità giudiziaria italiana».
La Procura di Tempio Pausania ha aperto un fascicolo per omicidio stradale. Saranno ora le indagini a chiarire le dinamiche esatte dell’impatto e le eventuali responsabilità. L’incidente ha acceso l’attenzione sull’intensa viabilità estiva in Costa Smeralda, dove l’elevata presenza di turisti e mezzi di lusso si intreccia con le abitudini quotidiane di lavoratori stagionali come Gaia Costa, la cui vita è stata spezzata in un tranquillo pomeriggio di luglio.
