2 Maggio 2026, sabato
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Crolla la produzione Stellantis in Italia: -27% nel primo semestre 2025

Misiani (PD) accusa il governo: "Promesse disattese, piano industriale assente. La filiera dell’auto rischia il collasso senza interventi urgenti."

Produzione Stellantis in picchiata, il PD attacca: “Serve una svolta nella politica industriale”

Il primo semestre del 2025 si chiude con un dato allarmante per l’industria automobilistica italiana: appena 221.885 veicoli prodotti da Stellantis, con un calo del 27% rispetto allo stesso periodo del 2024. È quanto emerge dai dati diffusi oggi e che segnano un nuovo, grave scivolone per uno dei settori più strategici del Paese.

A lanciare l’allarme è Antonio Misiani, responsabile economico del Partito Democratico, che parla di “dati impietosi” e di un trend in forte peggioramento: “Nel 2024 la produzione era già crollata del 37%, portando i livelli ai minimi storici dal 1956. Ora la situazione precipita ulteriormente”.

Nel mirino finiscono le promesse mancate di Stellantis e quelle del governo Meloni. “Che fine ha fatto il cosiddetto Piano Italia annunciato appena pochi mesi fa dall’azienda?”, domanda Misiani. “Davanti al collasso produttivo, è doveroso che Stellantis riferisca con chiarezza al governo e al Parlamento quali siano le reali intenzioni industriali sul nostro territorio”.

Ma il messaggio è rivolto soprattutto all’esecutivo: “Avevamo sentito parlare di un milione di veicoli l’anno, di nuovi investitori stranieri, persino dell’arrivo di un secondo produttore cinese. Tutto svanito nel nulla. I numeri, oggi, certificano un fallimento preoccupante”.

Secondo il dirigente dem, il problema è strutturale: “Senza una politica industriale seria — fondata sull’innovazione, la transizione ecologica, la qualità del lavoro e la competitività dell’intera filiera — l’Italia continuerà a perdere terreno nella competizione europea e globale”.

E respinge al mittente le accuse, ricorrenti da parte della maggioranza, che addossano la responsabilità al Green Deal europeo: “È solo un comodo alibi. La verità è che l’azione del governo è mancata, tra slogan e propaganda, mentre con l’ultima legge di bilancio è stato tagliato il fondo per l’automotive in un momento cruciale. Serve una netta inversione di rotta, e serve subito”.

Per Misiani, è ora che Palazzo Chigi torni a confrontarsi con l’economia reale: “Il settore dell’auto è troppo importante per essere lasciato a slogan e promesse. Il governo deve agire. Subito”.

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