15 Luglio 2026, mercoledì
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Stretta sui fondi al cinema, dopo il caso Kaufmann il ministro Giuli cambia le regole del tax credit

Dopo il caso legato al film mai realizzato, nuove norme contro i "film fantasma". Più controlli, trasparenza obbligatoria e rischio sanzioni severe per chi abusa dei fondi pubblici

Il caso Kaufmann scuote il settore: il governo interviene con una riforma d’urgenza. Dal 23 giugno nuove regole per accedere al tax credit internazionale.

Il Ministero della Cultura passa all’azione e riscrive le regole per l’accesso ai benefici fiscali nel settore cinematografico. A fare da detonatore è stato il caso Kaufmann, il film mai completato ma finanziato con fondi pubblici, le cui vicende giudiziarie hanno messo in luce fragilità sistemiche nella gestione delle risorse statali destinate all’audiovisivo.

Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha annunciato una riforma immediata del sistema di agevolazioni, con l’obiettivo di impedire che progetti inesistenti o mai finalizzati possano ancora beneficiare di risorse pubbliche. Le nuove norme entreranno in vigore dal 23 giugno e puntano a blindare il tax credit internazionale, utilizzato per attrarre produzioni estere in Italia.

“Stiamo intervenendo con decisione per garantire che ogni euro destinato al sostegno del cinema italiano sia realmente utilizzato per produrre cultura, lavoro e valore”, ha dichiarato Giuli. “Nessun film fantasma potrà più approfittare delle risorse pubbliche”.

Il caso Kaufmann e l’effetto a catena

Il progetto Kaufmann era stato ammesso ai finanziamenti statali nonostante l’assenza di risultati concreti. Il suo autore è oggi indagato per il duplice omicidio di sua figlia e della compagna a Villa Pamphili. L’episodio, tragico e clamoroso, ha scatenato una reazione istituzionale senza precedenti. Non solo per l’orrore del crimine, ma per ciò che ha rivelato: un sistema di controlli evidentemente insufficiente, vulnerabile ad abusi e opacità.

Le nuove regole: trasparenza, verifiche, sanzioni

A partire da lunedì prossimo, la Direzione Generale Cinema e Audiovisivo applicherà criteri molto più rigidi per l’accesso al credito d’imposta internazionale. Tra le principali novità:

  • Tracciabilità rafforzata dei flussi finanziari
  • Obbligo di consegnare la copia completa dell’opera per ottenere il beneficio
  • Indicazione chiara del titolo dell’opera in tutte le fatture superiori ai 1.000 euro
  • Documentazione dettagliata sulle assunzioni e sulle prestazioni di fornitori esterni

Queste misure si aggiungono ai requisiti già in vigore per le produzioni italiane, che devono dimostrare l’avvenuta diffusione pubblica per accedere al tax credit.

Più controlli, in campo anche la Guardia di Finanza

Il ministero ha siglato un protocollo con la Guardia di Finanza per rafforzare i controlli sulle produzioni. Previsti investimenti per 3,5 milioni di euro per potenziare il sistema di monitoraggio e certificazione. In caso di violazioni, le sanzioni saranno dure: revoca immediata del credito d’imposta, esclusione per cinque anni da qualsiasi forma di agevolazione prevista dalla Legge Cinema, e nei casi più gravi, denuncia per truffa ai danni dello Stato.

“È nostro dovere vigilare affinché nessuno possa abusare delle risorse pubbliche”, ha sottolineato Giuli.

Avati e Castellitto: “Una riforma necessaria”

La vicenda ha scosso anche il mondo del cinema. Pupi Avati è intervenuto con parole dure:

“Occorreva che un mostro uccidesse la propria figlia e la propria compagna perché i grandi media si occupassero del disastro in cui si trova il cinema italiano”.

Sulla stessa linea Sergio Castellitto:

“Se non fosse una tragedia, sarebbe una commedia. La sensazione è che se è successo una volta, è già successo altre dieci. La burocrazia ha una sua diabolicità, ma nemmeno lo sceneggiatore più perverso si potrebbe inventare una storia simile”.

Una scossa per il settore

Il caso Kaufmann ha messo a nudo non solo un fallimento etico e istituzionale, ma un’intera area grigia in cui si muovono progetti opachi, spesso privi di reale consistenza artistica o produttiva. Il governo ha ora l’occasione di trasformare la crisi in una svolta. Le nuove misure annunciate mirano a garantire che i fondi pubblici destinati alla cultura diventino davvero strumenti di crescita e di creazione, non pretesti per operazioni fittizie.

Il mondo del cinema osserva. E chiede coerenza, continuità e trasparenza.

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