Bruxelles e Washington tornano a parlarsi con rinnovata urgenza, nel tentativo di disinnescare una nuova crisi commerciale tra le due sponde dell’Atlantico. Dopo l’annuncio del presidente Donald Trump sulla volontà di raddoppiare i dazi su acciaio e alluminio europei, l’Unione europea e gli Stati Uniti hanno deciso di imprimere un’accelerazione ai negoziati, nel tentativo di ricomporre le tensioni.
La svolta è arrivata in seguito a una telefonata tra la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e il presidente americano. Un confronto definito “franco ma costruttivo”, che ha aperto la strada a un riavvicinamento dopo settimane di nervosismo sui mercati e nei rapporti istituzionali.
“Il primo giorno di colloqui tecnici a Washington è stato molto costruttivo”, ha riferito Olof Gill, portavoce della Commissione europea per il Commercio. “Le due parti hanno convenuto sulla necessità di intensificare i contatti e proseguire rapidamente i lavori”. Domani, ha annunciato Gill, il commissario europeo Maroš Šefčovič incontrerà il rappresentante statunitense per il commercio, Jamieson Greer, per proseguire il confronto a livello politico.
L’obiettivo di Bruxelles è chiaro: evitare un’escalation che rischierebbe di innescare una guerra commerciale con effetti pesanti sull’economia globale. Le preoccupazioni sono condivise anche da diversi attori economici americani, che temono contraccolpi a catena su occupazione e competitività.
Non è la prima volta che le relazioni transatlantiche si trovano su un crinale pericoloso. Già nel 2018, l’amministrazione Trump aveva introdotto dazi su acciaio e alluminio, giustificandoli con motivi di sicurezza nazionale, mossa che aveva suscitato la dura reazione dell’Europa. Ora lo spettro si ripresenta, ma con una differenza significativa: entrambe le parti sembrano oggi più inclini a evitare lo scontro frontale.
“La Ue resta impegnata a una relazione commerciale equilibrata e reciprocamente vantaggiosa”, ha ribadito una fonte comunitaria, lasciando intendere che Bruxelles è pronta a negoziare, ma non ad accettare imposizioni unilaterali.
Le prossime ore saranno decisive. I tecnici al lavoro a Washington stanno preparando il terreno per un’intesa più ampia, che potrebbe includere anche altri dossier aperti, dal settore tecnologico alle regole sulle sovvenzioni. Un’intesa che, se raggiunta, rafforzerebbe l’asse transatlantico in un contesto internazionale sempre più segnato da tensioni geopolitiche e competizione globale.
Nel frattempo, l’Europa attende segnali concreti da parte americana. E tiene pronta la propria leva negoziale: l’unità dei Ventisette, già messa alla prova in passato, si sta nuovamente consolidando intorno a un obiettivo comune. Evitare l’escalation e rilanciare il dialogo.
