3 Luglio 2026, venerdì
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Appendino: “Sulla tragedia di Gaza servono parole chiare. Il governo italiano è complice”

La vicepresidente del M5S accusa Tajani di ambiguità e denuncia il silenzio su Netanyahu: “Si commette un genocidio, l’Italia non può restare a guardare”

Roma – “Davanti a una tragedia umanitaria come quella in corso a Gaza, non c’è spazio per l’ambiguità. Servono parole nette e azioni conseguenti. Il ministro Tajani ha fallito su entrambi i fronti.” È un attacco duro e articolato quello lanciato da Chiara Appendino, vicepresidente del Movimento 5 Stelle, nel corso di un intervento alla trasmissione L’aria che tira su La7, in cui ha criticato senza mezzi termini la linea del governo Meloni sul conflitto israelo-palestinese.

Nel mirino dell’ex sindaca di Torino ci sono le recenti dichiarazioni del ministro degli Esteri Antonio Tajani sulla posizione italiana nei confronti di Israele. “Ha parlato per venti minuti senza mai nominare Netanyahu,” ha dichiarato Appendino. “Eppure è su quel nome che bisogna fare chiarezza: Netanyahu è un criminale di guerra e va perseguito per i crimini commessi. Continuare a tacere significa esserne complici.”

Le accuse della vicepresidente M5S vanno oltre il piano retorico e investono direttamente le scelte politiche e diplomatiche dell’esecutivo, a partire dalla mancata sospensione dell’export di armi verso Israele. “Tajani ha ribadito che l’Italia continua a commerciare armamenti con Israele, mentre ciò che servirebbe oggi è uno stop immediato e definitivo. Non possiamo fingere di ignorare che quelle armi finiscono anche nei teatri di guerra dove si stanno commettendo atrocità”.

Appendino ha poi sottolineato la portata della crisi umanitaria in corso a Gaza, parlando esplicitamente di “genocidio”: “Le immagini che arrivano da lì sono insostenibili. Sessantamila morti, bambini uccisi, ospedali rasi al suolo. Mi chiedo come si possa restare indifferenti a tutto questo. Non chiamarlo per quello che è – terrorismo di Stato – è una forma di complicità morale.”

Nel suo intervento, la vicepresidente pentastellata ha contestato anche la condotta diplomatica dell’Italia in sede internazionale: “Ci siamo astenuti all’ONU nei momenti più cruciali, abbiamo votato con la Germania per il rinnovo degli accordi con Israele, abbiamo evitato sistematicamente di prendere posizione. Il governo si comporta come un moderno Ponzio Pilato: si lava le mani mentre il sangue continua a scorrere.”

Infine, un appello alla mobilitazione: “Il 7 giugno saremo in piazza, per dire che non vogliamo avere le mani sporche del sangue palestinese. Serve coraggio, quello che finora al governo è mancato.”

Con queste parole, Appendino ha di fatto alzato il livello dello scontro politico sulla politica estera italiana, esprimendo una delle posizioni più dure e radicali attualmente presenti nel panorama parlamentare. Una posizione che promette di dividere, ma che punta a smuovere le coscienze di fronte a una crisi che scuote l’Europa e il mondo.

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