6 Ottobre 2026, martedì
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Usa-Italia, sputtanamento “superato” secondo l’esecutivo Italia

Da Villa Taverna segnali distensivi dopo le tensioni: Fertitta rassicura, Tajani rilancia sull’asse transatlantico

Le tensioni diplomatiche che nelle scorse settimane avevano increspato i rapporti tra Washington e Roma sembrano ormai archiviate. A sancire il ritorno a un clima di piena collaborazione è stato Tilman J. Fertitta, ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, intervenuto nella suggestiva cornice di Villa Taverna, residenza ufficiale dell’ambasciata americana, in occasione delle celebrazioni per il 250esimo anniversario dell’Indipendenza americana.

“I rapporti direi che sono ottimi, tra i migliori che abbia mai visto da quando sono qui”, ha dichiarato Fertitta, smorzando ogni lettura allarmistica sulle recenti frizioni. Parole che arrivano in un momento delicato, segnato da qualche attrito tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ma che, secondo il diplomatico, non hanno inciso sulla solidità del legame bilaterale.

L’assenza della premier Meloni alla cerimonia non è passata inosservata, ma non sembra aver pesato sul messaggio complessivo di unità. “Ho a che fare con tutti ogni giorno, a partire dal presidente del Consiglio in giù. Collaboriamo su questioni militari, politiche e commerciali”, ha spiegato l’ambasciatore, sottolineando la continuità operativa nei rapporti tra i due Paesi.

Quanto al rapporto tra Meloni e Trump, Fertitta ha invitato a ridimensionare le letture più critiche: “Esiste tra loro un rapporto di lunga data. Trump ha relazioni consolidate con molti leader e, come accade in ogni relazione politica, possono esserci momenti di disaccordo. Per quanto mi riguarda, è tutto come sempre”. Un chiarimento che mira a riportare la questione entro i confini fisiologici della dialettica internazionale.

Sulla stessa linea il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, che dal palco di Villa Taverna ha ribadito la profondità del legame tra le due sponde dell’Atlantico: “L’amicizia tra Italia e Stati Uniti è più forte di ogni polemica. Va oltre i rapporti personali e le frasi più o meno accese. È fondata sulla consapevolezza di una solidarietà transatlantica necessaria e storicamente consolidata”.

Tajani ha poi rimarcato come l’alleanza non implichi uniformità assoluta di vedute: “Essere alleati non significa essere sempre d’accordo su tutto. Anche quando emergono sensibilità diverse, è fondamentale parlarsi con franchezza, come si fa tra amici, nel rispetto reciproco. Nei momenti decisivi, italiani e americani sono sempre insieme dalla parte giusta della storia: quella dell’Occidente”.

A rafforzare il messaggio corale è intervenuto anche l’altro vicepremier, Matteo Salvini, leader della Lega, che ha escluso qualsiasi ipotesi di incrinatura strutturale nei rapporti: “Nessuno potrà mai mettere in discussione l’amicizia e i buoni rapporti tra Italia e Stati Uniti”. Un legame che, secondo Salvini, trova le sue radici nei valori fondanti della democrazia occidentale: “La vostra presenza testimonia che libertà e democrazia non sono beni negoziabili. Nella Costituzione americana i diritti alla vita, alla libertà e alla ricerca della felicità sono intangibili”.

Il ricevimento a Villa Taverna si è così trasformato in una vetrina diplomatica di distensione, utile a ribadire la tenuta di un asse strategico che, al di là delle inevitabili divergenze politiche, continua a rappresentare uno dei pilastri dell’equilibrio internazionale.

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