3 Luglio 2026, venerdì
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Von der Leyen: “Una nuova Pax Europaea per il XXI secolo”

La presidente della Commissione europea rilancia l’idea di una sicurezza condivisa, guidata dall’Europa. "Non possiamo più dare la pace per scontata"

Bruxelles – “È tempo di costruire una nuova Pax Europaea per il XXI secolo, una pace modellata e custodita dall’Europa stessa”. Con queste parole, Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, ha lanciato un appello chiaro e diretto: l’Unione Europea deve assumersi una maggiore responsabilità nella gestione della propria sicurezza, smettendo di considerare la stabilità continentale come un dato acquisito.

Nel suo intervento, von der Leyen ha sottolineato come il lungo periodo di relativa pace vissuto in Europa dopo la Seconda Guerra Mondiale sia stato percepito per troppo tempo come irreversibile, grazie soprattutto alla protezione garantita dall’Alleanza Atlantica. Ma il ritorno della guerra nel cuore del continente, con l’aggressione russa all’Ucraina, ha scosso questa certezza.

Forse abbiamo pensato che la pace fosse permanente, assicurata dalla NATO e dalla cooperazione internazionale”, ha dichiarato la presidente. “Ma i Paesi baltici, la Polonia e l’Europa centro-orientale ci avevano avvertiti: non possiamo sottovalutare le minacce alle nostre democrazie”.

L’intervento di von der Leyen arriva in un momento cruciale per l’Unione: le elezioni europee alle porte, la guerra in Ucraina ancora in corso, la crescente instabilità internazionale e il bisogno di riformare le politiche di difesa comuni pongono nuove sfide geopolitiche a Bruxelles.

Con il concetto di “nuova Pax Europaea”, von der Leyen non intende solo evocare una dimensione storica – quella della pace garantita in Europa nel secondo dopoguerra – ma propone un salto di paradigma: la pace non più come risultato passivo di equilibri esterni, ma come progetto attivo, costruito attraverso una politica estera e di sicurezza comune più ambiziosa e indipendente.

Questo implica, secondo la presidente della Commissione, investimenti più solidi nella difesa, un maggiore coordinamento tra gli Stati membri e una strategia autonoma sul piano internazionale. “Essere europei oggi significa anche essere pronti a difendere i nostri valori e il nostro modo di vivere con tutti gli strumenti disponibili: diplomatici, economici e, se necessario, militari.”

Il richiamo di von der Leyen è rivolto tanto ai governi quanto alle opinioni pubbliche: costruire la nuova pax europea significa riappropriarsi della responsabilità collettiva per la sicurezza e la pace, in un mondo sempre più polarizzato e insicuro.

L’Europa, ha concluso la presidente, deve imparare dai segnali ignorati in passato e prepararsi ad affrontare il futuro con maggiore consapevolezza. “Non possiamo permetterci di essere sorpresi ancora. La pace va costruita giorno per giorno, con unità, determinazione e visione.”

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