AFRAGOLA (NA) – Una tragedia profonda e brutale ha scosso la comunità di Afragola, nel Napoletano: Martina Carbonaro, 14 anni, scomparsa da due giorni, è stata ritrovata morta in un casolare abbandonato, a poca distanza da casa. A condurre gli investigatori al luogo del ritrovamento sono state le immagini delle telecamere di sorveglianza e le testimonianze raccolte durante le prime, frenetiche ore d’indagine.
Il corpo della giovane era nascosto sotto un materasso in un edificio fatiscente nei pressi dell’ex stadio “Moccia”. A confessare il delitto è stato l’ex fidanzato della vittima, Alessio Tucci, 18 anni, ora sottoposto a fermo con l’accusa di omicidio pluriaggravato e occultamento di cadavere.
Secondo quanto emerso dall’interrogatorio davanti al pubblico ministero della Procura di Napoli Nord, Tucci avrebbe ammesso di aver ucciso Martina in preda a un raptus violento, dopo che lei aveva deciso di interrompere la loro relazione. Il movente sarebbe dunque di natura sentimentale, ma le modalità del delitto — forse avvenuto con l’uso di pietre, secondo fonti investigative — sono apparse sin da subito di una crudeltà sconcertante.
Le indagini sono partite nella notte tra il 26 e il 27 maggio, quando la madre di Martina ha denunciato la scomparsa della figlia. La ragazza le aveva scritto per dirle che sarebbe uscita per incontrare un’amica e prendere un gelato. Poco dopo, però, il cellulare ha smesso di dare segnali. La madre ha subito raccontato ai carabinieri che sospettava potesse aver visto l’ex fidanzato.
La svolta è arrivata grazie alla visione delle registrazioni di videosorveglianza installate nella zona, che hanno consentito agli inquirenti di ricostruire gli ultimi spostamenti della giovane e di stringere il cerchio attorno al responsabile.
Martina, studentessa solare e benvoluta, è diventata in poche ore simbolo di una ferita collettiva. Sui social, la madre ha voluto ricordarla con un commosso messaggio su Facebook, mentre il sindaco di Afragola, Antonio Pannone, ha espresso tutto il dolore di una comunità attonita: “È un orrore senza parole. Martina è stata privata del diritto fondamentale alla vita. Una tragedia che ci impone di riflettere, con urgenza, su come proteggere i nostri giovani e riaffermare il rispetto per la libertà e la dignità delle donne”.
Intanto la città si stringe attorno alla famiglia, tra dolore e indignazione, mentre le indagini proseguono per definire ogni dettaglio dell’omicidio che ha strappato via una vita giovanissima, lasciando un’intera comunità nel lutto.
