4 Ottobre 2026, domenica
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Zelensky avverte i leader diretti a Mosca: “Putin potrebbe inscenare esplosioni e accusarci”

Raid russi su Kherson e Kharkiv, nuove vittime. Dagli USA via libera agli F-16 per Kiev e accordo sui minerali. Zelensky: “Patto equo, primo risultato dopo il Vaticano”.

Zelensky lancia l’allarme sui rischi della parata a Mosca: “Non posso garantire la vostra sicurezza”

Alla vigilia delle celebrazioni per l’80° anniversario della vittoria sovietica nella Seconda Guerra Mondiale, in programma a Mosca il 9 maggio, Volodymyr Zelensky mette in guardia i leader stranieri che intendono partecipare alla parata militare ospitata da Vladimir Putin. “Non posso garantire la vostra sicurezza. Putin potrebbe organizzare esplosioni e poi incolpare l’Ucraina”, ha dichiarato il presidente ucraino in un duro intervento pubblico, lasciando intendere il rischio di provocazioni orchestrate per alimentare la propaganda russa.

Nel frattempo, il conflitto continua a infiammarsi sul terreno. Nella notte, nuovi raid russi hanno colpito le regioni ucraine di Kherson e Kharkiv, causando almeno una vittima e numerosi feriti tra la popolazione civile. A Kharkiv, in particolare, i bombardamenti hanno centrato aree residenziali. Zelensky ha condannato con fermezza gli attacchi, definendo i militari russi “demoni”.

Sul fronte diplomatico e militare, arrivano segnali significativi dagli Stati Uniti. Washington ha dato il via libera alla fornitura di equipaggiamenti per i caccia F-16 destinati alle forze ucraine, segnando un nuovo passo nell’assistenza militare a Kiev. Parallelamente, è stato firmato un accordo strategico tra Stati Uniti e Ucraina sui minerali critici, fondamentale per le industrie tecnologiche e militari. “Un patto equo”, ha esultato Zelensky, sottolineando che si tratta del “primo risultato concreto dopo l’incontro in Vaticano”, riferimento al recente colloquio avuto con Papa Francesco per rilanciare la ricerca di una pace giusta.

Tuttavia, proprio sul piano negoziale, si registra una svolta significativa: gli Stati Uniti hanno annunciato che non fungeranno più da mediatori formali nei colloqui tra Kiev e Mosca. Una decisione che ha sollevato interrogativi, immediatamente attenuati da una precisazione ufficiale: l’impegno degli USA nei processi diplomatici proseguirà, seppure con modalità diverse.

Il clima resta teso e incerto, tra escalation militari, manovre politiche e il timore di nuove provocazioni. La guerra in Ucraina continua a essere un fragile equilibrio tra diplomazia e deterrenza, con Mosca e Kiev che si sfidano su più fronti – dal campo di battaglia alle relazioni internazionali.

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