Roma – “Ai militari italiani caduti nelle missioni internazionali, in particolare a Nassiriya, va il nostro più profondo e imperituro sentimento di riconoscenza. Hanno sacrificato la vita per difendere i valori universali di libertà e democrazia in terre sconvolte dal terrorismo”.
Con queste parole il viceministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Edmondo Cirielli, ha voluto rendere omaggio alla memoria dei soldati italiani vittime di attacchi terroristici nelle missioni di pace all’estero.
Un ricordo che deve rimanere vivo
L’intervento arriva a margine delle commemorazioni per l’attentato di Nassiriya del 2003, uno degli episodi più drammatici nella storia delle missioni italiane, in cui persero la vita 19 connazionali tra militari e civili.
“Il loro sacrificio – ha sottolineato Cirielli – è il segno tangibile di un impegno concreto per la costruzione di un ordine internazionale fondato sulla giustizia, contro la barbarie della violenza e del fanatismo che, ancora oggi, rappresentano una minaccia non solo per l’Italia, ma per l’intera umanità.”
Missioni di pace, pilastro della diplomazia italiana
L’Italia continua a essere protagonista nelle missioni internazionali di pace, dalla sicurezza nei Balcani alla stabilizzazione del Medio Oriente, in collaborazione con l’ONU, la NATO e l’Unione Europea.
Le parole del viceministro si inseriscono in un quadro più ampio di valorizzazione del ruolo delle Forze Armate italiane all’estero, a cui la Farnesina riconosce non solo una funzione militare, ma anche diplomatica, umanitaria e strategica.
