14 Ottobre 2026, mercoledì
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Omicidio nella moschea in Francia, il killer si consegna in Italia

Dopo tre giorni di fuga, Olivier A., sospettato di aver ucciso a coltellate un giovane maliano in una moschea del sud della Francia, si è presentato spontaneamente alla polizia di Pistoia. Era considerato "estremamente pericoloso".

Parigi – Si è conclusa in Italia la fuga del presunto assassino di Aboubakar Cissé, il giovane maliano di 20 anni brutalmente ucciso a coltellate all’interno di una moschea a La Grand-Combe, nel dipartimento francese del Gard. Il sospettato, Olivier A., cittadino francese nato a Lione nel 2004, si è consegnato volontariamente alla polizia di Pistoia. Lo ha confermato il procuratore della Repubblica di Alès, Abdelkrim Grini.

Per tre giorni, oltre settanta agenti di polizia e gendarmi hanno dato la caccia al giovane, definito dagli inquirenti “potenzialmente estremamente pericoloso”. Dopo aver rivendicato pubblicamente l’omicidio, l’uomo avrebbe anche lasciato intendere l’intenzione di compiere nuove aggressioni, aumentando la preoccupazione delle autorità.

Il delitto e la fuga
La tragedia si è consumata venerdì scorso all’interno di un luogo di culto islamico a La Grand-Combe, nel sud della Francia. Secondo quanto emerso, Cissé è stato aggredito con estrema violenza e colpito più volte con un’arma da taglio. Le circostanze dell’omicidio, avvenuto in un contesto religioso e comunitario, hanno suscitato profondo sconcerto in tutta la nazione.

Dopo l’aggressione mortale, Olivier A. era riuscito a far perdere le proprie tracce, scatenando una massiccia operazione di ricerca da parte delle forze dell’ordine francesi. La sua improvvisa comparsa in Italia, dove si è presentato spontaneamente in una stazione di polizia, ha sorpreso anche gli inquirenti.

Verso l’estradizione
Le autorità francesi stanno ora predisponendo l’emissione di un mandato di arresto europeo per richiedere l’estradizione del sospettato, che sarà probabilmente trasferito in Francia nei prossimi giorni per rispondere delle gravi accuse a suo carico.

“Si tratta di un soggetto che non ha mostrato alcun rimorso e che ha persino vantato il proprio gesto”, ha dichiarato il procuratore Grini, confermando che le indagini proseguono per chiarire movente e dinamiche dell’aggressione.

Moschee sotto protezione
L’omicidio ha avuto un forte impatto sull’opinione pubblica e sulla comunità musulmana francese. In seguito all’aggressione, il governo di Parigi ha rafforzato la sorveglianza intorno ai luoghi di culto islamici su tutto il territorio nazionale, per prevenire eventuali episodi emulativi o ritorsioni.

La vicenda, ancora avvolta da molte ombre, rilancia il dibattito sulla sicurezza nei luoghi di preghiera e sulla radicalizzazione individuale. In attesa dell’interrogatorio del sospettato, restano aperte tutte le ipotesi, incluso un possibile movente ideologico o personale.

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