Sanità, Mori (PD): Medicina di genere ancora marginale, serve un impegno concreto
In occasione della Giornata Nazionale della Salute della Donna, Roberta Mori, portavoce nazionale della Conferenza delle Donne Democratiche, solleva un tema cruciale: la medicina di genere continua a rimanere ai margini del dibattito scientifico e delle politiche sanitarie. Nonostante i progressi normativi, questo approccio – fondamentale per garantire l’equità e l’appropriatezza delle cure – non trova ancora una vera applicazione nell’organizzazione sanitaria, nella ricerca, nella sperimentazione di farmaci, nella prevenzione e nell’accesso ai servizi.
“La medicina di genere è un’opportunità per superare le disuguaglianze che caratterizzano il sistema sanitario, ma il suo potenziale è ancora largamente inespresso. È essenziale che diventi una priorità nelle politiche sanitarie, non solo a livello normativo ma anche operativo, per migliorare la qualità delle cure e ridurre le disparità di trattamento tra uomini e donne”, afferma Mori.
La portavoce del PD commenta i dati del Rapporto Civico sulla Salute di Cittadinanzattiva, evidenziando come le difficoltà di accesso alle cure siano un problema diffuso e particolarmente acuto per le donne. “Liste d’attesa interminabili, difficoltà nell’accesso ai Pronto Soccorso e carenza di servizi territoriali sono tra le principali preoccupazioni dei cittadini. Nel 2023, circa 4,5 milioni di persone hanno dovuto rinunciare a visite o accertamenti, spesso a causa di motivi economici o per l’impossibilità materiale di ottenere una prestazione sanitaria nei tempi necessari. A pagare il prezzo maggiore di queste disuguaglianze sono le donne.”
Mori conclude con un appello alla politica: “La medicina di genere non può restare un tema secondario. È necessario un impegno concreto per garantire che le politiche sanitarie riflettano le differenze biologiche e sociali tra i generi, migliorando l’efficacia delle cure e riducendo le disuguaglianze esistenti”.
