Il Consorzio del Parmigiano Reggiano ha presentato nel corso dell’annuale conferenza stampa a Palazzo Giureconsulti a Milano i dati economici del 2024 che registrano un record di vendite anche a fronte di uno scenario di crisi geopolitica e di incertezza sui mercati internazionali.
Come ha sottolineato il Direttore Generale Riccardo Deserti, il giro d’affari al consumo ha toccato il massimo storico di 3,2 miliardi di euro con un aumento del 4,9% rispetto al 2023, e i risultati sono positivi anche per le vendite totali a volume (+9,2%), sostenute da un andamento positivo delle vendite in Italia (+5,2%) e, soprattutto, dell’export (+13,7%).
In aumento anche le quotazioni all’origine con una media annuale del prodotto stagionato 12 mesi di 11,0 €/kg (+9%) mantenendo una produzione stabile rispetto al 2023 con 4,079 milioni di forme, distribuita tra le provincie della zona di origine, di cui prima è Parma con 1.362.226 forme seguita da Reggio Emilia, Modena e poi Mantova e Bologna entrambe in crescita.
La GDO si conferma il primo canale distributivo con il 65%, seguita dall’industria (18%), che beneficia della crescente popolarità dei prodotti caratterizzati dalla presenza di Parmigiano Reggiano tra gli ingredienti. Il canale Horeca con il 7% del totale presenta un alto potenziale di sviluppo, mentre il restante 10% è distribuito negli altri canali di vendita, con un forte aumento (+13%) registrato dalle vendite dirette dei caseifici.
Per il Consorzio, una certezza che il 2024 ha consolidato, è che il futuro del Parmigiano Reggiano è sui mercati internazionali: la quota export rappresenta oggi quasi la metà del totale, il 48,7%, con una crescita del +13,7%. I mercati principali, che hanno fatto registrare risultati particolarmente positivi sono gli USA (+13,4%), Francia (+9,1%), Germania (+13,3%), Regno Unito (+17,8%) e Canada (+24,5%). In aumento anche Giappone (+6,1%), primo mercato in Asia, e Australia (+28,2%).
Per le azioni di marketing e comunicazione, Parmigiano Reggiano ha investito 28,4 milioni di euro con l’obiettivo di trovare nuovi spazi nel mercato e consolidare la crescita ad una velocità che permetta la valorizzazione del prodotto sui mercati internazionali. Sempre guardando al futuro il percorso già avviato da alcuni anni, è quello di diventare un vero brand iconico globale, pronto ad affrontare gli ostacoli posti da mercati estremamente vasti, ricchi di prodotti d’imitazione. Il Consorzio sta lavorando assiduamente per divulgare e valorizzare l’unicità della Dop, in modo professionale e strutturato fornendo al consumatore più informazioni sulle sue caratteristiche e attivando una vigilanza attiva ma propositiva nei punti vendita.
Nicola Bertinelli è stato recentemente riconfermato Presidente dal Consiglio di Amministrazione del Consorzio del Parmigiano Reggiano per il terzo mandato consecutivo, e con la sua guida il Consorzio, composto da 291 caseifici e più di 2.100 allevatori, dovrà fare fronte alle sfide future, guardare alla dimensione globale e creare nuovi spazi nei mercati internazionali, per valorizzare un prodotto che non un semplice formaggio, ma uno stile di vita, un simbolo del saper fare italiano.
Tra le strategie previste anche una diversificazione della domanda, per allargare il mercato anche ai consumatori più giovani, un’attenzione ai ristoratori che sono un’opportunità per far conoscere il prodotto con la loro capacità di rispettare e valorizzare tutte le caratteristiche, fino a un progetto pilota che coinvolgerà le navi da crociera per una maggiore visibilità del Parmigiano Reggiano su nuovi mercati.
«Nel prossimo futuro, dovremo sempre più investire sulla crescita nei mercati esteri, che rappresentano il futuro della nostra Dop, con una quota export che ha raggiunto quasi la metà del totale, il 48,7%. È obbligatorio creare nuovi spazi nei mercati internazionali e sarà necessario guidare le precondizioni affinché ciò si possa avverare” ha dichiarato il Presidente Nicola Bertinelli “È evidente come in questo scenario, gli USA, ovvero il nostro primo mercato estero, svolgano un ruolo fondamentale. L’aumento dei dazi sul Parmigiano Reggiano è una notizia che di certo non ci ha rallegrato, ma il nostro è un prodotto premium e l’aumento del prezzo non porta automaticamente a una riduzione dei consumi. Lavoreremo per cercare con la via negoziale di fare capire per quale motivo non ha senso applicare dazi a un prodotto come il nostro che non è in reale concorrenza con i parmesan americani”.
