5 Ottobre 2026, lunedì
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Eurozona in ripresa, ma i conti restano sotto osservazione: l’Italia decima per deficit nel 2024

Eurostat fotografa una lieve flessione del disavanzo nell’Eurozona e nell’Ue. Il debito pubblico, però, resta elevato. L’Italia ancora tra i Paesi più indebitati.

Nel 2024 il deficit pubblico nell’Eurozona è sceso al 3,1% del Prodotto Interno Lordo, in calo rispetto al 3,5% registrato nel 2023. Anche nel complesso dell’Unione Europea si registra una lieve flessione, con il disavanzo che passa dal 3,5% al 3,2%. A diffondere i dati aggiornati è Eurostat, l’ufficio statistico dell’Ue, che offre così uno spaccato sull’andamento della finanza pubblica nei Ventisette.

Nonostante il miglioramento complessivo, alcuni Paesi mostrano ancora squilibri significativi. I disavanzi più marcati si registrano in Romania, con un impressionante -9,3%, seguita dalla Polonia (-6,6%) e dalla Francia (-5,8%). In questo contesto, l’Italia si colloca al decimo posto per ampiezza del deficit, con un rapporto deficit/Pil pari al 3,4%, poco sopra la soglia di riferimento del 3% fissata dai criteri di Maastricht.

Quanto al debito pubblico, il quadro resta stabile ma su livelli ancora elevati. Nell’Eurozona il rapporto debito/Pil è leggermente aumentato, attestandosi all’87,4% (rispetto all’87,3% del 2023), mentre nell’intera Unione è salito all’81% (dal precedente 80,8%).

L’Italia continua a essere uno dei Paesi più indebitati d’Europa, con un debito pubblico pari al 135,3% del Pil, secondo solo a quello della Grecia, che si conferma in testa con un debito del 153,6%. Seguono Francia (113%), Belgio (104,7%) e Spagna (101,8%).

Nel complesso, i dati segnalano una lenta ma costante tendenza al consolidamento fiscale nell’area europea, pur evidenziando le persistenti fragilità di alcuni Stati membri. Per l’Italia, la sfida resta duplice: ridurre il disavanzo e, al tempo stesso, affrontare l’onerosa eredità di un debito strutturalmente elevato.

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