29 Giugno 2026, lunedì
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Marine Le Pen al congresso della Lega: “Un colpo alla democrazia, ma non ci arrenderemo”

Collegata in video al congresso della Lega a Firenze, la leader del Rassemblement National denuncia la sua ineleggibilità come un attacco al popolo francese. Salvini al suo fianco: “È un atto di violenza istituzionale contro la sovranità.”

Un collegamento a sorpresa, un messaggio accorato e una denuncia politica che attraversa i confini: Marine Le Pen, leader del Rassemblement National francese, è intervenuta in videoconferenza durante il congresso della Lega a Firenze, accolta da un applauditissimo Matteo Salvini. La sua voce ha scosso la platea: “Quello che sto vivendo è un attacco brutale, non solo contro di me, ma contro il popolo francese. Ci stanno togliendo il diritto di scegliere liberamente il proprio futuro.”

Il riferimento è alla recente condanna che la rende ineleggibile per cinque anni, una sentenza che secondo Le Pen “scrive la parola fine ai principi fondamentali dello Stato di diritto”. L’accusa è chiara: una manovra politica travestita da giustizia, con l’obiettivo di escluderla dalla corsa all’Eliseo, proprio mentre i sondaggi la davano favorita.

“Non potranno votare per chi vogliono – ha detto con fermezza – perché io ero in testa. Ma non cederemo. Utilizzeremo tutti i mezzi giuridici per essere presenti alle prossime presidenziali. Sarà una lotta democratica, pacifica, e trarremo forza dall’esempio di Martin Luther King.”

Il palco fiorentino è diventato così il teatro di un fronte comune tra le destre sovraniste europee. Salvini ha raccolto immediatamente l’assist della collega d’oltralpe, definendo la condanna “un atto di arroganza e ingiustizia”, paragonando la situazione francese a quella italiana, citando il proprio processo per la vicenda Open Arms: “Sai bene cosa significa essere nel mirino della giustizia per aver difeso la sovranità. È incredibile che proprio chi, a Parigi o a Bruxelles, ci impartisce lezioni di democrazia, stia oggi calpestando la volontà popolare.”

Salvini ha poi ampliato lo sguardo al contesto europeo, puntando il dito anche su Romania e Germania, dove, secondo lui, si starebbero verificando manovre simili per frenare l’ascesa dei movimenti sovranisti. “Ma possono solo ritardare il cambiamento, non fermarlo,” ha chiosato.

Le Pen ha fatto eco: “È la libertà di tutti i nostri popoli ad essere minacciata. E non accetteremo mai di essere trattati come cittadini di serie B.”

L’intervento, carico di toni drammatici e retorica da battaglia, ha avuto il sapore di un manifesto politico transnazionale. Una chiamata alle armi, per quanto pacifica, che cementa l’alleanza tra le destre europee in vista delle prossime tornate elettorali. In gioco, sostengono, non c’è solo una candidatura, ma l’intero principio di rappresentanza democratica.

Nel clima sempre più teso che attraversa l’Europa, quello di Le Pen non è solo un grido personale, ma un messaggio che ambisce a diventare bandiera. E dal palco di Firenze, trova risonanza in chi, come Salvini, vede in quel verdetto giudiziario l’ombra lunga di una strategia per impedire il ritorno del populismo sovranista ai vertici del potere.

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