11 Giugno 2026, giovedì
HomeItaliaEconomiaAuto e emissioni: La Commissione UE rallenta, ma non cambia rotta

Auto e emissioni: La Commissione UE rallenta, ma non cambia rotta

Bruxelles concede tre anni di flessibilità alle aziende per il target 2025. Urso: "Vittoria per l'Italia". Critiche da Avs: "Cedimento a Trump"

La Commissione Europea ha annunciato un’importante revisione del meccanismo di conformità per le emissioni di CO2 delle case automobilistiche, senza però modificare gli obiettivi finali. La presidente Ursula von der Leyen ha chiarito che il target di riduzione delle emissioni per il 2025 rimane invariato, ma le aziende avranno tre anni di tempo per dimostrare di aver raggiunto i risultati richiesti, invece di dover rispettare la soglia in un singolo anno. La decisione arriva in un momento di difficoltà per il settore, con un calo della domanda di auto elettriche e il rischio di pesanti sanzioni per i costruttori.

UNA BRECCIA NEL SISTEMA, MA GLI OBIETTIVI RESTANO
Von der Leyen ha difeso la scelta come una misura di flessibilità, utile per sostenere l’industria automobilistica europea senza arretrare sugli impegni climatici: “Gli obiettivi restano invariati, ma concediamo più spazio di manovra alle imprese”. La roadmap europea prevede comunque che dal 2035 possano essere venduti solo veicoli nuovi a zero emissioni nette, in linea con gli impegni sulla transizione ecologica.

L’ITALIA ESULTA: “BRUXELLES CI DÀ RAGIONE”
In Italia, la notizia è stata accolta con soddisfazione dal governo. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha commentato con entusiasmo: “L’industria automobilistica europea è salva. La Commissione ha riconosciuto la validità delle nostre posizioni, eliminando la minaccia delle multe che avrebbero messo in ginocchio il settore”. Urso ha inoltre sottolineato la necessità di proseguire sulla strada della neutralità tecnologica, dell’autonomia strategica nella produzione di batterie e di un piano di incentivi su scala europea.

LE CRITICHE: “UN REGALO ALL’INDUSTRIA E UN PASSO INDIETRO SUL CLIMA”
Non tutti, però, condividono l’entusiasmo del governo. Marco Grimaldi, vice capogruppo di Avs alla Camera, ha espresso un giudizio molto critico: “Rinviare gli obiettivi sulla CO2 significa fare un passo indietro e concedere un nuovo favore a un settore che dovrebbe invece investire con decisione nella transizione elettrica. È un cedimento alla linea inaugurata da Trump, che punta a smantellare le politiche ambientali”. Grimaldi ha inoltre ammonito l’Europa a non farsi intimidire dalle pressioni protezionistiche americane: “Invece di preoccuparci di armamenti e dazi, dobbiamo investire nella transizione ecologica, creando occupazione stabile e spezzando la dipendenza dai combustibili fossili e dai grandi oligarchi globali”.

La scelta di Bruxelles segna un punto di equilibrio tra le esigenze dell’industria e gli obiettivi ambientali, ma il dibattito resta acceso. La flessibilità concessa sarà sufficiente a salvaguardare la competitività delle aziende senza compromettere la lotta ai cambiamenti climatici? La sfida per il futuro dell’automotive europeo è ancora tutta da giocare.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti