29 Giugno 2026, lunedì
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Sequestro di auto storiche a Milano: tra i beni una Ferrari di Roberto Rossellini e Ingrid Bergman

Operazione della Guardia di Finanza: smascherata una rete dedita a frodi fiscali con auto d’epoca, sequestrate anche vetture di valore milionari tra cui una Ferrari appartenuta a Rossellini.

Un’inchiesta della Procura di Milano, condotta dal pm Giovanni Tarzia, ha portato al sequestro preventivo di beni per oltre 70 milioni di euro e a misure interdittive nei confronti di diverse persone, tra cui un avvocato e un commercialista, legati a un prestigioso studio legale internazionale. L’inchiesta riguarda un’organizzazione criminale accusata di frode fiscale attraverso la manipolazione dei registri pubblici delle auto storiche. Tra gli oggetti coinvolti nel sequestro spiccano cinque auto d’epoca, tra cui una Ferrari 375 MM dal valore di oltre 30 milioni di euro, che un tempo apparteneva al celebre regista Roberto Rossellini e fu regalata nel 1954 all’attrice Ingrid Bergman.

La Ferrari, uno degli esemplari più ambiti nel mondo delle auto d’epoca, non è l’unica vettura sotto indagine. Anche un’Alfa Romeo Lungo Berlinetta, dal valore di circa 26 milioni di euro, è finita sotto il mirino della Guardia di Finanza. Questa auto, vincitrice di numerosi concorsi di eleganza, è immatricolata nel 1938 e rientra nella normativa sui beni culturali, essendo di fatto un patrimonio storico nazionale. Secondo le indagini, la vettura sarebbe stata esportata illegalmente.

L’accusa principale mossa nei confronti degli indagati è quella di aver falsificato i “dati di proprietà” delle auto, manipolando i registri dell’ACI/PRA (Pubblico Registro Automobilistico) per facilitare il passaggio di proprietà di veicoli, anche da persone decedute, a una società con sede nelle Isole Cayman, riconducibile a un facoltoso collezionista. Le auto, successivamente, venivano trasferite nel Principato di Monaco e in Francia, dove venivano riattivate le targhe storiche per eludere il pagamento delle imposte.

Le indagini hanno permesso di tracciare i flussi finanziari legati alla frode, che ha portato a una truffa fiscale da quasi 13 milioni di euro. Le somme illecite venivano depositate su conti correnti intestati a una società con sede nelle Cayman, attiva nel settore della compravendita di auto d’epoca, che avrebbe omesso di dichiarare i profitti derivanti dalla vendita delle vetture. A colpire ulteriormente è stato il coinvolgimento di un amministratore delegato di una società svizzera, specializzata nell’intermediazione di auto storiche, e di un operatore di sportello telematico automobilistico.

L’inchiesta ha anche portato al sequestro di beni legati a un’agenzia di pratiche auto e al suo rappresentante, con il congelamento di somme fino a 30 mila euro, profitto del reato di corruzione. Le autorità hanno così scoperto un’organizzazione criminale operante a Milano, dedita alla corruzione, alla falsificazione di atti pubblici e all’accesso abusivo a sistemi informatici, con l’intento di evadere le imposte sulle auto storiche.

Con il sequestro delle auto e dei beni collegati, la Guardia di Finanza ha smascherato una rete che, attraverso pratiche fraudolente e l’elusione fiscale, ha danneggiato l’economia e il patrimonio pubblico, in un contesto che mescola lusso, evasione fiscale e patrimonio storico.

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