A cura di Daniela Avallone
Una riforma complessa e articolata che punta a ridefinire il ruolo e le condizioni di lavoro dei professionisti sanitari italiani, con l’obiettivo di rafforzare il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e garantire maggiore dignità e giustizia a chi lavora quotidianamente per tutelare la salute della collettività. È questa la proposta che Saverio Proia ha presentato oggi in audizione presso la Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, nell’ambito di un’indagine conoscitiva sul riordino delle professioni sanitarie.
Al centro della riforma c’è l’idea di creare una “Categoria Speciale dei Professionisti della Salute”, che possa godere di un riconoscimento istituzionale simile a quello riservato ad altre categorie professionali di rilevanza costituzionale. Questo nuovo status permetterebbe di separare la contrattazione collettiva per i professionisti sanitari da quella del personale amministrativo e tecnico del SSN, garantendo un trattamento specifico e più adeguato alle esigenze e alle difficoltà del settore.
La proposta prevede che la contrattazione avvenga direttamente presso il Ministero della Salute, con il coinvolgimento del Ministero del Lavoro, della Funzione Pubblica e delle Regioni, e l’introduzione di un “Accordo Quadro di Filiera” per uniformare gli istituti contrattuali e rafforzare la partecipazione sindacale. Questo permetterebbe una maggiore rappresentanza e una pianificazione più efficace delle politiche sanitarie.
Un altro punto cruciale della riforma è la depenalizzazione dell’atto sanitario e medico, limitata ai casi di colpa grave. Questo provvedimento risponde all’esigenza di tutelare i professionisti sanitari, che frequentemente si trovano ad affrontare procedimenti giudiziari per errori o complicazioni inevitabili nelle loro pratiche quotidiane. L’obiettivo è ridurre l’esposizione dei professionisti a problematiche legali, dando loro la serenità di concentrarsi sulla cura del paziente senza il timore di finire nel mirino della giustizia per ogni imprevisto.
La proposta include anche misure specifiche per migliorare la sicurezza nei luoghi di lavoro, con un’attenzione particolare ai Dipartimenti di Emergenza e Accettazione (DEA), dove gli episodi di aggressioni al personale sanitario sono in aumento. Tra le misure proposte: l’installazione di sistemi di videosorveglianza nei presidi sanitari a rischio e la rimozione di ostacoli burocratici che limitano l’efficienza del servizio. In questo contesto, si prevede di attribuire ai professionisti sanitari la qualifica di pubblico ufficiale, per rafforzare la loro protezione durante l’esercizio delle funzioni.
La carenza di personale sanitario, in particolare infermieristico, è un problema cronico che la proposta intende affrontare con un’innovativa riforma della formazione. Si prevede l’introduzione di contratti di formazione-lavoro per medici specializzandi e per gli studenti di infermieristica e di altre professioni sanitarie, garantendo loro diritti normativi, previdenziali ed economici. Questo permetterebbe di integrare più giovani nel sistema sanitario, colmando le lacune esistenti e garantendo la continuità dei servizi.
A completare la proposta, l’istituzione di un’“Accademia di Alta Formazione delle Professioni Sanitarie” che integri il sistema delle università con il SSN, al fine di garantire una formazione specialistica di alta qualità direttamente nel contesto operativo. La creazione di questo istituto rappresenterebbe una risposta concreta alla crescente domanda di professionisti sanitari altamente qualificati, capaci di rispondere alle sfide di un sistema sanitario sempre più complesso.
Un altro aspetto fondamentale della riforma è l’umanizzazione dei luoghi di assistenza, attraverso campagne mediatiche volte a sensibilizzare la popolazione sull’importanza strategica dei professionisti sanitari e sul loro ruolo fondamentale nel garantire la salute pubblica. L’obiettivo è migliorare la percezione sociale di queste figure, che sono spesso sottovalutate nonostante l’impegno e la dedizione con cui svolgono il loro lavoro.
Proia ha concluso il suo intervento sottolineando che questa riforma non è solo un atto di giustizia per i professionisti sanitari, ma una necessità per il futuro del nostro Paese. “Abbiamo visto durante la pandemia come i professionisti sanitari siano stati celebrati come eroi, ma oggi è il momento di tradurre questa gratitudine in atti concreti. È necessario restituire loro onore e dignità, perché senza salute non c’è progresso sociale ed economico”, ha dichiarato Proia.
La proposta rappresenta un’opportunità unica per costruire un SSN più giusto, efficiente e orientato al futuro, ma richiederà un ampio dibattito e una valutazione approfondita degli impatti. In ogni caso, questa riforma potrebbe segnare una svolta decisiva per il sistema sanitario italiano e per le condizioni di lavoro di milioni di professionisti che ogni giorno garantiscono il diritto alla salute dei cittadini.
