30 Novembre 2022, mercoledì
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Dollaro digitale


a cura di Pierpaolo Facchini


Il gigante bancario JPMorgan ha appena rivelato di aver condotto con successo un progetto pilota di finanza decentralizzata (DeFi) chiamato “Project Guardian”.

Project Guardian si è svolto a Singapore in collaborazione con la banca centrale del Paese e ha comportato la conversione di 100.000 dollari di Singapore in yen digitali.

Gli yen sono poi stati trasferiti in Giappone utilizzando la blockchain di Polygon e una versione modificata del protocollo DeFi di Aave.

Chi ha letto il nostro articolo sul progetto cinese mBridge, noterà le somiglianze dei due esperimenti.

In entrambi i casi si tratta di protocolli di trasferimento di denaro digitale transfrontaliero.

Nell’articolo precedente abbiamo detto che questo genere di protocolli sono fattibili dal lato tecnico, ma non dal lato politico-giurisdizionale.

Anche per Project Guardian infatti ci saranno le stesse difficoltà di mBridge, legate alle differenti leggi e procedure dei vari paesi tra cui avvengono tali scambi di valuta digitale.

Dunque, il motivo per cui parlo di questo esperimento non è quello di alimentare il mito di una valuta digitale universale che un giorno ci chiuderà tutti in una gabbia.

La particolarità di questo protocollo è invece molto piu’ concreta. Si tratta infatti della prima volta che una grande banca utilizza una blockchain pubblica e un protocollo open source (Polygon e Aave, rispettivamente).

A parte i protocolli transfrontalieri, ancora rarissimi, le banche hanno già sperimentato diversi protocolli di trasferimento digitale fra istituti dello stesso paese. Basti pensare a quelli già in uso in 40 paesi col sistema Ripple a cui ho accennato nell’articolo precedente.

Tutti questi protocolli pero’ usano sistemi chiusi verificabili solo dalle banche coinvolte nelle transazioni.

Solo JPMorgan, per ora, ha deciso di usare una blockchain pubblica, creando un interessante precedente per una futura integrazione tra pubblico e privato nel mondo delle valute digitali americano.

Sappiamo poi che JPMorgan sta testando una propria valuta digitale, JPM Coin, che è una rappresentazione digitale degli attivi in dollari della banca.

Il trasferimento transfrontaliero sperimentato da JPMorgan ha utilizzato una versione “estera” di JPM Coin chiamata JPM SGD, ovvero lo yen digitale citato all’inizio.

Nulla vieta pero’ di usare lo stesso protocollo per trasferire JPM Coin, cioè il “dollaro digitale” di JPMorgan.

Per la prima volta quindi è stato testato un sistema che potrebbe trasferire concretamente in vari paesi un “dollaro digitale”.

JPM Coin quindi si aggiunge a USDC come candidato al ruolo di dollaro digitale istituzionale del futuro.

E la cosa interessante è che entrambi i token, a differenza dello yuan di mBridge, utilizzano blockchain pubbliche (Polygon ed Ethereum, rispettivamente).

La digitalizzazione del dollaro quindi si conferma ancora una volta differente da quella portata avanti in Cina, essendo molto piu’ orientata verso una integrazione tra istituzioni finanziarie tradizionali e blockchain pubbliche, in modo del tutto opposto all’esclusività che caratterizza invece lo yuan digitale.

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