1 Marzo 2021, lunedì
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Governo, Draghi e il toto-nomi: chi formerà la nuova squadra?

Per il governo Draghi si attende il programma, ma in linea di massima sembrerebbero starci tutti, fuori solo Giorgia Meloni e la sua Fdi. Lunedì, per il premier incaricato, è in programma l’incontro con le parti sociali, poi un altro giro di consultazioni con i partiti che inizierà alle 15 e terminerà martedì alle 17.45 con il M5S. La composizione, stando ai beninformati, sarebbe di un ministro per ogni forza a sostegno del governo, forse due per i partiti maggiori. La componente dei tecnici finirebbe così per essere in minoranza, con uno schema che vede ‘pesare’ di più la compagine politica.

Intanto impazza il toto-nomi su chi farà parte della squadra, con l’incognita Conte sempre più in campo. Tra i ‘papabili’ si fa spazio a sorpresa Emma Bonino, legata a Draghi da un rapporto di stima e affetto, oltre a essere considerata una politica di alta caratura. Anche per il M5S nessun dubbio: a Luigi Di Maio spetterà un ministero. Se ci sarà una seconda casella da occupare in pole c’è Stefano Patuanelli o, a sorpresa, Stefano Buffagni. Ma cosa farà Giuseppe Conte, ormai definitivamente entrato nella squadra grillina? “Al momento non è importante sapere se io farò parte del governo”, afferma l’ex premier. Sul fronte Pd non si esclude l’ingresso del segretario Nicola Zingaretti -perché un posto in un governo capitanato dall’ex numero uno della Bce farebbe gola a chiunque- ma circolano anche i nomi di Andrea Orlando, Dario Franceschini e Lorenzo Guerini. Per FI spetterà a Silvio Berlusconi indicare il nome dopo un confronto con i vertici azzurri: in queste ore il totoministri dà tra i papabili (come ‘politici’) innanzitutto il numero due del partito Antonio Tajani, forte della sua lunga esperienza a Bruxelles, che fino ad ora ha rappresentato Fi in tutti i tavoli di trattativa, ma anche tre donne, tutte già ex ministre: le capigruppo Anna Maria Bernini e Maria Stella Gelmini e la vicepresidente della Camera, Mara Carfagna.

C’è poi la questione Italia Viva che agita la maggioranza. In pole, per il partito renziano, c’è naturalmente Teresa Bellanova, ma, in segno di discontinuità col precedente governo, l’ex responsabile dell’Agricoltura potrebbe essere sorpassata in corsa da Ettore Rosato o da Maria Elena Boschi. Il fronte Leu giocherà la carta Roberto Speranza, nel governo Conte tra i ministri che godevano di maggior consenso, complice la battaglia alla pandemia che ha reso il suo dicastero da marginale a centrale, costantemente sotto i riflettori. Il toto-nomi si fa più complicato quando si passa alla squadra dei tecnici. Unica carta quasi certa, ricorrente da giorni, è quella dell’ex presidente della Corte costituzionale Marta Cartabia. Una conferma potrebbe essere quella di Luciana Lamorgese, mentre per la Giustizia scendono le quotazioni dell’ex ministra Paola Severino, molto gradita ai 5 Stelle ma invisa agli azzurri di Fi.

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