La stagione di Guido Gallese alla guida della diocesi di Alessandria si chiude dopo quasi quattordici anni. Papa Leone XIV ha accolto la rinuncia del vescovo e affidato temporaneamente il governo della diocesi a Luigi Testore, vescovo di Acqui Terme, nominato amministratore apostolico. Gallese, 64 anni, originario di Levanto, lascerà ufficialmente Alessandria il 4 ottobre. Per lui si apre ora una nuova fase di servizio nella Chiesa: sarà assistente spirituale del Collegamento nazionale santuari e andrà a vivere altrove.
La decisione arriva al termine di un periodo particolarmente travagliato, segnato da polemiche, tensioni interne e soprattutto dalla visita apostolica avviata nel gennaio scorso per verificare la situazione della diocesi. La Santa Sede aveva affidato l’incarico al cardinale Giuseppe Bertello, chiamato a esaminare una realtà ecclesiale da tempo attraversata da divisioni e interrogativi sulla gestione economica e amministrativa.
È in questo clima che il nome di Gallese era finito sotto una crescente attenzione mediatica. Un’esposizione che lo stesso vescovo aveva definito una «gogna dolorosa» e che aveva contribuito ad alimentare una frattura ormai difficile da ricomporre.
Dalla Tesla alle tensioni nella diocesi
Attorno alla figura del vescovo si erano concentrate negli anni diverse contestazioni. A fare più rumore era stata l’acquisto di una Tesla, diventata quasi il simbolo di una vicenda molto più ampia e complessa. Alle polemiche sull’auto elettrica si erano aggiunte quelle sulle spese, sulle ristrutturazioni, sulla gestione dei bilanci e sul tenore di alcune scelte considerate da una parte della comunità ecclesiale poco appropriate.
Poi erano arrivati esposti, contrasti con una parte del clero e della comunità e un clima interno sempre più teso. Anche la passione di Gallese per il kitesurf, praticato durante i suoi viaggi, era entrata nel racconto pubblico della vicenda, contribuendo a costruire attorno al vescovo l’immagine del prelato fuori dagli schemi: da qui l’etichetta, diventata ricorrente, di «vescovo con la Tesla».
Ma proprio contro questa semplificazione Gallese aveva reagito, rivendicando una distanza netta tra la rappresentazione mediatica e la propria esperienza dei fatti.
«Vedere la propria vita passata al setaccio del pregiudizio, leggere termini denigratori che nulla hanno a che fare con la realtà dei fatti fa soffrire», aveva detto incontrando i fedeli. Una sofferenza che, nelle sue parole, diventava però anche occasione di riflessione spirituale: «In questa sofferenza emerge la vera esperienza di Gesù sulla Croce».
La visita apostolica e la scelta di fare un passo indietro
La visita disposta dalla Santa Sede ha rappresentato il passaggio decisivo di questa vicenda. Gallese sottolinea che il percorso si è concluso senza una sanzione formale e, a suo dire, senza che gli fosse consegnata una contestazione scritta.
«La visita ha avuto un suo percorso di discernimento al termine del quale non ho ricevuto neppure una riga scritta, e nessuna sanzione», afferma oggi il vescovo emerito. Ma, aggiunge, al di là degli esiti formali dell’indagine, il contesto che si era creato aveva ormai reso necessario un cambiamento.
È questa la chiave con cui Gallese interpreta la propria rinuncia: non come l’esito di una condanna, ma come una scelta di responsabilità davanti a una situazione diventata difficile per l’intera comunità.
«A volte voler bene davvero a una comunità significa avere il coraggio e l’umiltà, quando si avverte una fatica comune, di fare un passo indietro per il bene di tutti», spiega.
Una decisione maturata, dunque, dentro un clima nel quale la questione non era più soltanto la posizione personale del vescovo, ma la possibilità stessa per la diocesi di ritrovare serenità e prospettiva.
Il 4 ottobre il saluto ad Alessandria
Gallese saluterà ufficialmente la diocesi il 4 ottobre. Dopo quasi quattordici anni, lascerà una città che, dice, è stata la sua casa e alla quale continuerà a sentirsi profondamente legato.
«Alessandria è stata la mia casa per quasi 14 anni», ricorda. E proprio per questo, spiega, la scelta di farsi da parte è anzitutto una scelta nei confronti della comunità che ha guidato.
«È una scelta che faccio anzitutto per amore e rispetto verso questa Chiesa, per lasciare piena libertà e serenità di azione a chi verrà dopo di me».
A raccogliere temporaneamente il testimone sarà Testore, che manterrà anche gli incarichi precedentemente ricevuti. La diocesi entra così in una fase di transizione, con l’obiettivo di ricomporre un tessuto ecclesiale che negli ultimi anni ha conosciuto contrapposizioni e polemiche.
Gallese, intanto, guarda al nuovo incarico come a un’altra forma di servizio. E nel congedarsi sceglie di non chiudere con una polemica, ma con un legame.
«Alessandria, la sua gente, i suoi volti e le sue storie rimarranno per sempre custoditi nella mia preghiera e nel mio cuore».
È il punto finale di una lunga stagione. E, nelle intenzioni del vescovo emerito, anche l’inizio di un nuovo capitolo.










