Il segretario generale della Presidenza della Repubblica, Donato Marra, ha consegnato questa mattina ai presidenti di Camera e Senato un messaggio del capo dello Stato, ai sensi dell’articolo 87 della Costituzione, sulla situazione carceraria. Una nota del Quirinale specifica che il messaggio è controfirmato dal presidente del Consiglio dei ministri, Enrico Letta. Al Senato sarà il presidente, Pietro Grasso, a leggere il messaggio del Capo dello Stato. Lo farà all’inizio di seduta aula, oggi alle 16. Alla Camera è previsto che prenda la parola, sempre nel pomeriggio, la presidente Laura Boldrini. L’iniziativa era stata preannunciato proprio da Giorgio Napolitano lo scorso mese durante una visita nel carcere napoletano di Poggioreale. In quell’occasione Napolitano aveva chiesto al Parlamento di prendere in considerazione «la necessità di un provvedimento di clemenza, di indulto e di amnistia». Si tratta del primo passo di questo tipo compiuto da Napolitano nei suoi due mandati da presidente della Repubblica
Nuovo stabilimento in Malesia per Magneti Marelli
Magneti Marelli, società di componentistica auto del gruppo Fiat, ha inaugurato a Batu Kawan, nello stato di Penang, in Malesia, un nuovo impianto industriale della divisione Magneti Marelli automotive lighting per la produzione di proiettori e fanali. L’impianto è stato realizzato in sostituzione della sede di Bayan Lepas, con un incremento sostanziale della capacità produttiva, che passerà da 1,7 milioni di unità l’anno a 2,2 milioni di componenti, con un potenziale di ulteriore sviluppo fino a 2,9 milioni. Il nuovo sito, che si estende su una superficie di 56.600 metri quadrati, vede già impiegate mille persone, che potranno crescere ulteriormente del 50% con il progressivo aumento della capacità produttiva. L’impianto malese di Batu Kawan produrrà proiettori anteriori, fanali posteriori e luci antinebbia, introducendo anche la tecnologia Led. La produzione sarà rivolta a case giapponesi (Honda, Mazda e Suzuki) e appartenenti all’ambito Asean (Proton & Perodua in Malesia, Ford e Gm in Thailandia e Indonesia).
Imu, Pd ritira tutti gli emendamenti
Troppe polemiche, tante pressioni. Alla fine il Partito democratico ha deciso di ritirare tutti gli emendamenti al decreto legge Imu-Cig riferiti alla prima rata dell’Imu sulla casa. Lo ha annunciato il capogruppo del Pd in commissione Bilancio,Maino Marchi, nel corso delle votazioni degli emendamenti al decreto Imu. Marchi è il primo firmatario dell’emendamento che chiedeva di restringere la platea delle esenzioni per la prima rata Imu agli immobili con rendita catastale inferiore ai 750 euro.
E proprio a una domanda sulla presentazione di emendamento da parte dei deputati renziani che ha creato malumori nel Pd, il presidente ha replicato così: “Non fatemi addentrare in questa foresta”. L’Imu sta offrendo un nuovo terreno di scontro tra i due partiti che sostengono l’esecutivo di Enrico Letta. Contro l’emendamento dei democratici che fissa la soglia a 750 euro di rendita catastale si era scagliato il Pdl. “Non può passare l’emendamento del Pd sulla prima casa. Semmai dovesse passare, noi chiederemo al Governo di mettere la fiducia sul’intero provvedimento, secondo la formulazione originaria proposta dal governo, per risolvere la questione”, aveva affermato il capogruppo del Pdl alla Camera, Renato Brunetta, intervenendo a Prima di tutto su Radio 1. “L’emendamento e’ sbagliato, non riguarda i ricchi, riguarda la maggioranzza delle rendite catastali di Roma, ad esempio, tocca il ceto medio. Quindi questa è una follia del Partito democratico, che si ritorcerà contro chi l’ha fatta. Letta si dia una regolata, e sulla tenuta del Governo si rivolga ai suoi pasdaran, a Fassina, all’ala fondamentalista del Partito democratico.
Immigrati: oggi la proposta del Pd
Si fa sempre più aspro il dibattito politico sui temi dell’immigrazione alla luce della tragedia di Lampedusa. Interviene con poche ma decise parole anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano che da Cracovia ha sottolineato che “al centro della nostra attenzione c’è un’ondata di profughi, che non sono migranti, legali o illegali. Sono un’altra cosa”. In questa scia si inserisce il senso della proposta di legge che il Partito democratico presenterà oggi alla Camera. L’idea, si legge nel comunicato diffuso dal capogruppo a Montecitorio, Roberto Speranza, “dà finalmente completa attuazione all’art. 10 della Costituzione, secondo cui lo straniero, al quale viene impedito nel suo Paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge”. Occhi puntati, dunque, sulla legge Bossi-Fini, legge che da più parti si chiede di modificare. “La politica sull’immigrazione va rivista completamente partendo proprio dalle regole sull’asilo”, perché “l’immane tragedia di Lampedusa è la prova di quello che abbiamo sempre saputo, delle migliaia di persone che ogni anno non ce la fanno”, così la presidente della Camera, Laura Boldrini, in una intervista con il Corriere della Sera. Ricorda la Boldrini che la Bossi-Fini “ha dieci anni, certamente ci sono degli aspetti che vanno cambiati anche sulla base dell`esperienza. Ma bisogna farlo pure tenendo presente che i flussi si sono modificati: oggi chi arriva via mare in Italia il più delle volte non lo fa per ragioni economiche, ma per chiedere asilo. Dunque le misure di contrasto da sole non forniscono una risposta adeguata”.
Intanto la Procura di Agrigento ha disposto il fermo del presunto scafista del naufragio di Lampedusa. Si tratta del tunisino Kaled Bensalam, di 35 anni. Sei testimoni, tutti eritrei, identificano l’uomo come uno scafista e la maggior parte di loro lo indicano anche come il capitano dell’ equipaggio che era composto da due persone, compreso un giovane che potrebbe essere un minorenne suo connazionale, che non è tra i superstiti. Bensalam è indagato anche per naufragio e omicidio volontario plurimo.
Pdl diviso sul congresso
I tormenti nel Pdl non hanno fine. La mancata costituzione finora di gruppi autonomi, dopo il voto di fiducia al governo Letta, non è servita a rasserenare gli animi tra chi vorrebbe una scissione e chi, invece, si stringe intorno al leader Silvio Berlusconi. L’argomento all’ordine del giorno è: congresso sì, congresso no. Ma la priorità dei fedelissimi è quella di far sentire la propria vicinanza al Cavaliere. E tra i fedelissimi non si risparmia il senatore Sandro Bondi. “Se il Pdl abbandona Berlusconi al suo destino perderà qualsiasi legittimità morale”, ha ammonito.
Per Mara Carfagna le vicende di questi giorni che hanno interessato il Pdl, “al netto degli aspetti più drammatici e dell’umiliazione inferta a Silvio Berlusconi”, siano “l’occasione per rilanciare e ricostruire il nostro partito su basi più solide e democratiche”. Ma la strada democratica per Renato Brunetta non può passare per il congresso come qualcuno ha proposto nel Pdl. “I congressi sono il sale della vita democratica dei partiti, ma non in questo momento. Per noi il congresso in questo momento sarebbe divisivo. Noi abbiamo bisogno di discutere di dibattito, di regole, di individuare correttamente la linea politica, per esempio rispettando i programmi di governo, altrimenti sarebbe la fine. In questo momento per noi del Pdl il congresso sarebbe divisivo”, ha affermato il capogruppo del Pdl alla Camera. Per Brunetta anche le primarie “sono un meccanismo democratico, trasparente, che serve a definire le leadership.
E’ importante rimanere vicini al nostro leader, tenendo unito il progetto che ha creato azzerando tutto e confrontandoci con la celebrazione di un congresso. Siamo un solo gruppo, con una identità in divenire”.
Ikea apre nuovi villaggi dello shopping
Ikea non si accontenta più di comporre con i suoi mobili le case degli italiani. E, dopo aver inserito nei suoi punti vendita supermercatino, bar e aree per bambini, per attrarre i consumatori inaugura un vero e proprio villaggio degli acquisti. Il progetto si chiama Tiare Shopping, una parola semplice che richiama i concetti di territorio, patrimonio ed eredità, scelta con l’aiuto dei consumatori.
Il centro commerciale, che aprirà i battenti il 21 novembre in Friuli-Venezia Giulia a Villesse (Gorizia), conta 90 mila metri quadrati di superficie e ospiterà oltre al negozio Ikea già operativo, un ipermercato, oltre 170 negozi (tra cui diversi marchi), 26 bar e ristoranti e un mega-cinema multiplex per un investimento complessivo di 220 milioni di euro.
Si tratta del primo progetto italiano di Inter Ikea centre group (la divisione del gruppo incaricata di aprire centri commerciali con all’interno un punto vendita Ikea) e del primo passo di un piano di sviluppo commerciale che interesserà anche la città di Brescia dove il nuovo villaggio dello shopping dovrebbe essere pronto entro il 2015.
Lamborghini accelera nel mondo. Sei nuovi concessionari entro fine anno
Altri sei punti vendita entro il 2013, in gran parte nell’Europa dell’Est, che si andranno ad aggiungere ai quattro nuovi show-room appena inaugurati a Pangbourne (Gran Bretagna), Nuova Delhi (India), Aoyama (Giappone) e Vancouver (Canada). Lamborghini accelera sul fronte dell’internazionalizzazione, con l’obiettivo di portare a 130, entro fine anno, il numero dei concessionari. Ma la corsa del gruppo di Sant’Agata Bolognese non si fermerà qui.
Università Bocconi: Asmussen (Bce) Alumnus dell’anno
Joerg Asmussen, membro del comitato esecutivo della Banca centrale europea, è l’Alumnus Bocconi dell’anno 2013. Il riconoscimento, che premia un Alumnus che si sia distinto per adesione ai valori bocconiani di professionalità, intraprendenza, integrità, responsabilità e apertura al pluralismo, va all’economista tedesco, che si è diplomato al Master of Business Administration (Mba) di Sda Bocconi nel 1992. La cerimonia di consegna del riconoscimento avrà luogo nella serata di venerdì 25 ottobre. «Sono riconoscente e onorato di ricevere questo premio», ha affermato Asmussen, «anche a ragione della grande qualità degli Alumni dell’anno che mi hanno preceduto. Tornare a Milano e alla Bocconi in questa occasione mi riporta in mente la bellissima esperienza di studio che ho potuto vivere in questa università. Il tempo passato alla Bocconi, e soprattutto il mio professore di allora, Mario Monti, hanno contribuito in modo significativo a formare il mio pensiero come economista e manager e come europeo di passaporto tedesco».
Alcatel-Lucent taglierà 10 mila posti nel mondo
Alcatel-Lucent taglierà 10 mila posti di lavoro a livello globale, pari a circa il 15% della pianta organica, nell’ambito del cosiddetto Shift Plan, il riassetto delineato a giugno dall’a.d. Michel Combe per rimettere in sesto le finanze del gruppo. Lo riferiscono fonti vicine alla società, aggiungendo che i licenziamenti saranno annunciati oggi stesso e riguarderanno in particolare i dipartimenti che operano in mercati ormai obsoleti, tra cui quelli degli apparati di rete wireless di seconda e terza generazione. Alcatel-Lucent punta dunque a tagliare i rami secchi d’azienda, ma non rinuncia a rafforzarsi nei settori a maggior tasso di crescita, come dimostra il progetto di aggiungere circa 5 mila dipendenti nei business core più dinamici, spiegano le fonti. I tagli colpiranno soprattutto la Germania e la Francia. In particolare, in Francia sono previsti 900 licenziamenti e il ricollocamento di altri 900 lavoratori. La franco-statunitense Alcatel-Lucent impiegava 72.344 dipendenti al 31 dicembre del 2012, di cui 9.483 in Francia.
Commercialisti in crisi da leggi
La necessità di rimanere costantemente aggiornati con norme e adempimenti resta la principale difficoltà dei commercialisti. Non solo in Italia, dove il 28% dei professionisti vede in questo campo la maggiore criticità nello svolgimento del proprio lavoro, ma anche a livello mondiale (25%). Immediatamente a seguire c’è la concorrenza sempre più forte, che spinge a ridurre le tariffe per poter restare sul mercato (25%). Mentre per il 16% la maggiore preoccupazione è l’acquisizione di nuovi clienti e il mantenimento di quelli già in portafoglio. Sono questi i risultati emersi dal sondaggio internazionale per il 1° semestre 2013 promosso dal Comitato per i piccoli e medi studi dell’Ifac (l’organizzazione mondiale delle professioni economico-contabili), finalizzato a individuare le principali problematiche nella pratica professionale. Per l’Italia hanno risposto 388 commercialisti, vale a dire circa il 12% dei 3.700 partecipanti totali. Per quasi l’80% si tratta di professionisti individuali e di studi che contano meno di 5 addetti, in linea quindi con la realtà nazionale. A livello reddituale i commercialisti affermano che il 48% dei propri ricavi deriva da prestazioni in tema di contabilità e bilanci.


