Le Borse europee aprono la seduta con il fiato corto, all’indomani dei nuovi massimi toccati sui principali listini internazionali. L’intonazione è mista, in un mercato che prova a metabolizzare l’ondata di trimestrali e a misurare l’impatto delle tensioni geopolitiche, mentre dal fronte americano arriva un segnale forte: i conti di Nvidia superano le attese e rimettono benzina nel motore del comparto tecnologico.
A Milano il Ftse Mib arretra dello 0,14%, Francoforte con il Dax lascia sul terreno lo 0,24%, mentre Parigi si muove in controtendenza con il Cac 40 a +0,17%. Debole Madrid (Ibex 35 -0,20%), poco sopra la parità Londra (Ftse 100 +0,12%). In Asia, invece, la chiusura è stata positiva: la Borsa di Tokyo aggiorna i massimi con il Nikkei 225 in progresso dello 0,29%, sostenuto proprio dai tecnologici.
Nvidia sorprende ancora: ricavi a +75%
Erano i numeri più attesi della stagione, quelli destinati a fare da cartina di tornasole per l’intero ecosistema dell’intelligenza artificiale. Nvidia non delude: nel quarto trimestre il gruppo californiano registra ricavi per 68,13 miliardi di dollari, in crescita del 75% su base annua e oltre i 66,21 miliardi stimati dal mercato.
Non solo: anche la guidance per il primo trimestre del 2026 supera le previsioni, con ricavi attesi a 78 miliardi di dollari. Un segnale che rassicura gli investitori dopo settimane di volatilità e prese di profitto sui titoli legati all’AI, riportando fiducia su un comparto che resta il principale driver dei listini globali.
Piazza Affari tra utili record e conti in chiaroscuro
A Milano la stagione delle trimestrali entra nel vivo e offre un quadro articolato.
Sotto i riflettori Poste Italiane, che sale dello 0,77% dopo aver archiviato il 2025 con ricavi record a 13,1 miliardi di euro (+4%). Bene anche Eni (+0,66%), con un utile netto adjusted nel quarto trimestre pari a 1,20 miliardi (+35%), sostenuto dalla solidità delle attività upstream e dalla disciplina sui costi.
Segno meno, invece, per Prysmian (-3,6%): il gruppo dei cavi chiude il 2025 con un utile record di 1,27 miliardi (+5,4%), ma il mercato sembra guardare con prudenza alle prospettive sui margini in un contesto di rallentamento industriale.
In rialzo Stellantis (+0,66%), che conferma per il 2025 una perdita netta di 22,3 miliardi, a fronte di ricavi in calo del 2% a 153,5 miliardi. Una fotografia che continua a interrogare analisti e investitori sulla strategia di ristrutturazione del gruppo automobilistico.
Attesa anche per il consiglio di amministrazione di Banco BPM, in agenda oggi, in un momento delicato per il settore bancario europeo tra margini sotto pressione e prospettive di politica monetaria meno espansive.
Sul piano geopolitico, i mercati monitorano con attenzione i negoziati tra Washington e Teheran: il presidente Donald Trump ha posto come condizione per un accordo la rinuncia dell’Iran al programma nucleare, un dossier che potrebbe avere ricadute dirette sull’energia e sulle quotazioni delle materie prime.
Materie prime caute, oro in recupero
Il petrolio resta sostanzialmente stabile, in attesa di sviluppi sul fronte Usa-Iran. Il Wti con consegna aprile si attesta a 65,54 dollari al barile (+0,18%), segnalando un mercato in equilibrio tra timori per la domanda e rischi geopolitici.
Brilla invece l’oro, che sale dello 0,47% a 5.189,2 dollari l’oncia, confermandosi bene rifugio in una fase di incertezza. In calo l’argento (-0,5% a 88,7 dollari), mentre il gas naturale scambiato sulla piazza di Amsterdam arretra dell’1% a 30,7 euro al megawattora.
Sul fronte obbligazionario, lo spread tra Btp e Bund apre stabile a 60,1 punti base, con il rendimento del decennale italiano al 3,3%. Un segnale di relativa calma, in un contesto in cui i mercati sembrano voler consolidare i progressi recenti, in attesa dei prossimi dati macro e delle mosse delle banche centrali.
