A cura di Salvatore Guerriero Presidente Nazionale e Internazionale della CONFEDERAZIONE DELLE IMPRESE NEL MONDO – PMI INTERNATIONAL
L’internazionalizzazione delle imprese italiane sta entrando in una fase nuova, nella quale la capacità di esportare non è più sufficiente. Per una piccola e media impresa che decide di oltrepassare i confini nazionali, il confronto con un mercato estero significa misurarsi con sistemi economici differenti, culture, normative, modalità di relazione e modelli di business che spesso richiedono conoscenze specifiche e una presenza qualificata sul territorio. È proprio in questo scenario che diventa necessario rafforzare il ruolo della diplomazia economica privata, in una logica complementare e sinergica con quella pubblica e con l’attività delle istituzioni diplomatiche ufficiali.
La Confederazione delle imprese nel mondo – PMI International considera questa evoluzione una vera necessità di sistema. Non si tratta di sostituirsi alla diplomazia dello Stato, ma di affiancarla attraverso la capacità del mondo associativo e imprenditoriale di costruire relazioni, individuare interlocutori affidabili, favorire incontri e accompagnare concretamente le imprese nei territori nei quali intendono operare. La diplomazia economica pubblica svolge una funzione fondamentale, ma accanto ad essa è necessario sviluppare una rete privata capace di tradurre le opportunità internazionali in percorsi concreti per le PMI.
Quando un imprenditore italiano decide di entrare in un nuovo mercato, infatti, non ha bisogno soltanto di conoscere le condizioni economiche o le opportunità commerciali. Deve comprendere il contesto nel quale si muove, conoscere le istituzioni, individuare partner affidabili, avere accesso a referenze qualificate e poter contare su interlocutori che conoscano realmente quel territorio. La distanza geografica è spesso il problema meno importante; molto più complessa è la distanza culturale, relazionale e istituzionale. Per una grande multinazionale queste competenze possono essere assicurate da strutture interne e da grandi investimenti. Per una PMI, invece, possono rappresentare una barriera difficilmente superabile. È proprio questa barriera che intendiamo contribuire ad abbattere. PMI ha costruito negli anni un patrimonio di relazioni internazionali attraverso incontri istituzionali, missioni, collaborazioni e rapporti con organizzazioni economiche e professionali presenti in diversi Paesi. Questa esperienza rappresenta oggi una base concreta sulla quale sviluppare un modello più strutturato di accompagnamento internazionale delle imprese. Il valore di una Confederazione internazionale non si misura infatti soltanto nel numero degli associati o delle iniziative realizzate, ma anche nella qualità delle relazioni che è riuscita a costruire e consolidare nel tempo. In questo percorso assumono particolare rilievo gli accordi e le collaborazioni sottoscritti con realtà internazionali che condividono la necessità di rafforzare il dialogo tra imprese, istituzioni e territori. Tra questi, l’intesa con l’ICI – Istituto Consolare Internazionale rappresenta un tassello importante per lo sviluppo di iniziative legate alla diplomazia economica, all’internazionalizzazione e alla costruzione di collegamenti qualificati tra il sistema imprenditoriale e i diversi contesti internazionali. Altrettanto significativo è il rapporto con CO.MO.PA., organizzazione mondiale panafricana, che consente di sviluppare una prospettiva di collaborazione verso un continente nel quale stanno crescendo importanti opportunità economiche, industriali e infrastrutturali.
L’Africa, infatti, non può più essere considerata esclusivamente come un mercato nel quale esportare. È un continente nel quale stanno emergendo nuove classi imprenditoriali, nuovi programmi infrastrutturali, nuove esigenze di investimento e importanti prospettive di cooperazione. Per le imprese italiane questo significa poter valorizzare competenze, tecnologia, formazione, capacità manifatturiera e know-how attraverso partenariati capaci di produrre valore nel lungo periodo. I rapporti costruiti con il mondo panafricano possono quindi diventare una componente significativa della nostra strategia internazionale. La stessa impostazione guiderà i prossimi impegni verso l’area MERCOSUR. Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay costituiscono un’area di grande interesse per il sistema produttivo italiano, ulteriormente valorizzata dal nuovo scenario commerciale determinato dall’accordo tra Unione Europea e MERCOSUR. L’obiettivo della Confederazione sarà quello di rafforzare progressivamente le relazioni con interlocutori economici e istituzionali dell’area, favorendo la conoscenza dei mercati e creando condizioni più favorevoli per le PMI italiane interessate a esportare, investire o costruire partnership locali. La nostra attenzione si estenderà inoltre al Nord America, dove Stati Uniti e Canada rappresentano ecosistemi economici estremamente avanzati e competitivi, caratterizzati da una forte integrazione tra industria, tecnologia, ricerca, finanza e servizi. Anche in questi mercati l’accesso alle opportunità richiede preparazione, conoscenza e relazioni adeguate. L’Italia possiede imprese altamente competitive, ma spesso deve rafforzare la capacità di presentarsi all’estero attraverso interlocuzioni strutturate e reti internazionali in grado di valorizzarne le caratteristiche. Un’altra direttrice fondamentale sarà quella asiatica, con particolare attenzione alla Cina e all’India. La Cina deve essere affrontata attraverso una conoscenza profonda del proprio sistema economico e culturale e non soltanto attraverso una logica commerciale. I rapporti già sviluppati con interlocutori cinesi ed europei rappresentano per noi una base sulla quale costruire ulteriori occasioni di cooperazione economica, culturale, tecnologica e turistica. L’India, con le sue dimensioni, la crescita del proprio sistema produttivo e tecnologico e la progressiva apertura di nuove opportunità, costituisce a sua volta un interlocutore strategico per il futuro delle relazioni economiche internazionali delle nostre imprese. In questo quadro assume particolare importanza anche la penisola arabica, dove si stanno concentrando grandi investimenti nei settori delle infrastrutture, dell’energia, della logistica, del turismo, della tecnologia e dei servizi. I Paesi dell’area stanno sviluppando programmi di trasformazione economica di grande portata e rappresentano interlocutori di crescente interesse per il sistema imprenditoriale italiano. Anche qui, tuttavia, la possibilità di cogliere le opportunità dipenderà dalla capacità di entrare nei circuiti relazionali appropriati, comprendere le strategie dei diversi territori e presentarsi attraverso interlocutori qualificati.
MERCOSUR, Nord America, Africa, penisola arabica, India e Cina non rappresentano, nella nostra visione, mercati separati da affrontare occasionalmente. Sono parte di una rete internazionale nella quale intendiamo rafforzare progressivamente la presenza e le relazioni della Confederazione, valorizzando il patrimonio di rapporti già costruito e sviluppando nuove collaborazioni con istituzioni, organizzazioni economiche, professionisti, investitori e imprese. È questa la ragione per cui riteniamo necessario passare da una concezione tradizionale della rappresentanza imprenditoriale a un modello nel quale la rappresentanza sia accompagnata da una concreta capacità di orientamento e accompagnamento internazionale. Una Confederazione moderna non deve limitarsi a difendere gli interessi delle imprese quando queste sono già presenti in un mercato estero, ma deve contribuire a prepararle prima dell’ingresso, fornendo conoscenza, relazioni, assistenza e opportunità di confronto con interlocutori qualificati. La diplomazia economica privata può svolgere proprio questa funzione. Può creare ponti tra il sistema produttivo e i territori, facilitare il dialogo, favorire la conoscenza reciproca e contribuire a trasformare una relazione internazionale in una concreta opportunità economica. Naturalmente sempre nel rispetto dei ruoli e delle competenze delle istituzioni pubbliche e delle rappresentanze diplomatiche ufficiali, con le quali deve esistere una collaborazione e non una sovrapposizione.
L’obiettivo di PMI International è quindi quello di rafforzare una rete internazionale capace di accompagnare le PMI italiane e, allo stesso tempo, di favorire l’ingresso di imprese e investitori stranieri nel nostro Paese. Vogliamo contribuire a costruire un sistema nel quale la qualità del Made in Italy possa incontrare la conoscenza dei territori, la solidità delle relazioni e la capacità di individuare interlocutori affidabili. L’esperienza maturata in questi anni ci conferma che l’internazionalizzazione non può essere affidata soltanto all’iniziativa individuale dell’imprenditore. La qualità dei prodotti italiani è un patrimonio straordinario, ma per competere sui mercati globali occorre affiancare alla qualità produttiva una altrettanto forte capacità relazionale e istituzionale.
Per questo la Confederazione delle Imprese nel mondo intende ampliare il proprio impegno nella diplomazia economica privata, consolidando le relazioni già esistenti e aprendone di nuove nelle aree strategiche dell’economia mondiale. Il nostro compito sarà quello di mettere questo patrimonio al servizio delle imprese, trasformando le relazioni internazionali in conoscenza, la conoscenza in opportunità e le opportunità in progetti concreti. In un mondo nel quale i mercati sono sempre più interconnessi e la competizione internazionale sempre più intensa, costruire relazioni solide non è più un’attività accessoria dell’internazionalizzazione: ne è una delle condizioni fondamentali. Ed è su questa consapevolezza che PMI International intende continuare a costruire la propria presenza nel mondo, al fianco delle imprese e in collaborazione con il sistema istituzionale italiano.
