16 Agosto 2026, domenica
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Petrolio, tensioni su Hormuz riaccendono i prezzi: New York guida il rally

Le incertezze sulla riapertura dello Stretto strategico spingono il greggio oltre il +2%. WTI e Brent tornano a correre sui mercati internazionali

Il petrolio ritrova slancio sui mercati internazionali, sospinto dalle nuove tensioni legate allo Stretto di Hormuz, snodo cruciale per gli equilibri energetici globali. A New York le quotazioni accelerano con decisione, registrando progressi superiori al 2%, in un contesto segnato da rinnovate preoccupazioni sulla piena operatività della rotta marittima da cui transita circa un quinto dell’offerta mondiale di greggio.

Il West Texas Intermediate (WTI), riferimento per il mercato statunitense, avanza del 2,21% attestandosi a 79,91 dollari al barile, mentre il Brent del Mare del Nord — benchmark globale — segna un incremento del 2,15%, raggiungendo quota 85,35 dollari.

A sostenere il movimento rialzista è soprattutto il premio al rischio incorporato dagli operatori, che guardano con crescente attenzione all’evoluzione geopolitica dell’area. Lo Stretto di Hormuz, vero “collo di bottiglia” dell’energia mondiale, resta infatti un punto nevralgico: qualsiasi rallentamento o incertezza sulla sua piena riapertura si traduce immediatamente in tensioni sui prezzi.

Il ritorno della volatilità evidenzia quanto il mercato petrolifero resti fortemente esposto a dinamiche geopolitiche, oltre che ai fondamentali di domanda e offerta. In questo scenario, gli investitori si muovono con cautela, ma senza rinunciare a scommettere su possibili ulteriori rialzi nel breve termine.

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