15 Agosto 2026, sabato
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Ucraina, la guerra dei cieli: Zelensky sfida Putin e accelera sugli Atacms

Tra raid notturni e città sotto assedio, Kiev rilancia la controffensiva e chiede nuove difese agli alleati. Dalla Turchia in arrivo 70 missili a lungo raggio mentre si avvicina un inverno ad alto rischio energetico.

La guerra in Ucraina si combatte sempre più in alto, tra cieli contesi e difese sotto pressione. Nelle ultime ore le sirene hanno nuovamente squarciato il silenzio di Kiev e lungo il Dnipro, segnalando l’ennesima ondata di droni e missili russi. Una routine ormai quotidiana, che continua a colpire infrastrutture e popolazione civile, aggravando un bilancio umano già drammatico.

In questo scenario, il presidente Volodymyr Zelensky rilancia con fermezza: Vladimir Putin “non vincerà la guerra”. Una dichiarazione che è insieme promessa politica e messaggio agli alleati, ai quali Kiev chiede con urgenza un rafforzamento delle capacità difensive. “Servono sistemi Patriot, Samp/T, Nasams, Hawk e F-16”, ribadisce Zelensky, sottolineando la necessità di intercettori e protezioni antibalistiche per difendere i civili. L’ultimo attacco sulla capitale ha lasciato sul terreno tre vittime, tra cui un bambino.

Strategia e approvvigionamenti: Kiev guarda ad Ankara

Nel frattempo, l’Ucraina si muove anche sul piano operativo e logistico. In assenza di forniture immediate dai partner occidentali, Kiev ha concluso un accordo con la Turchia per l’acquisto di armamenti di fabbricazione statunitense. Tra questi spiccano 70 missili tattici a lungo raggio Atacms, prodotti da Lockheed Martin, il cui trasferimento dovrebbe iniziare entro la fine del mese.

Una mossa che punta a rafforzare la capacità offensiva ucraina nelle retrovie nemiche, mentre prosegue la strategia di attacchi con droni nelle regioni interne della Russia. Ma il tempo stringe: all’orizzonte si profila un inverno che rischia di essere ancora più duro del precedente.

Zelensky ha lanciato un nuovo allarme: il Paese dispone ormai di “quasi nessuna centrale termoelettrica intatta”, distrutta dai bombardamenti sistematici russi. La tenuta energetica dell’Ucraina rappresenta oggi uno dei fronti più critici del conflitto.

Notte di fuoco: Odessa e Kharkiv nel mirino

Sul terreno, la notte è stata segnata da nuovi attacchi pesanti. Odessa è finita sotto un massiccio bombardamento di droni e missili balistici: almeno otto le vittime. Le forze russe hanno preso di mira infrastrutture strategiche nel porto di Chernomorsk, colpendo depositi di carburante e attrezzature militari. Danneggiati anche edifici residenziali, a conferma di una guerra che continua a travolgere le aree urbane.

Non meno grave la situazione a Kharkiv, dove il quartiere di Saltivskyi è stato colpito da attacchi che hanno centrato edifici multipiano. Il bilancio provvisorio parla di due morti e tredici feriti, con almeno una persona in condizioni critiche. Squadre di soccorso sono ancora al lavoro tra le macerie, mentre si teme che alcuni residenti siano rimasti intrappolati.

Una guerra senza tregua

Tra escalation militare, pressione sulle difese e infrastrutture al collasso, il conflitto si avvita in una fase sempre più complessa. Kiev prova a resistere e rilanciare, mentre Mosca continua a colpire con intensità crescente.

Nel mezzo, una popolazione stremata e un inverno alle porte che rischia di trasformarsi nell’ennesima prova di sopravvivenza.

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