Con 152 voti favorevoli, 82 contrari e 7 astenuti, la Camera dei deputati ha dato il via libera al decreto legge sul Pnrr, segnando un passaggio cruciale nel percorso di attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il provvedimento, profondamente rivisto durante l’esame a Montecitorio — dove è passato da 16 a 25 articoli — è ora atteso al vaglio del Senato.
Il testo si presenta come un intervento articolato, che intreccia misure infrastrutturali, correttivi tecnici e risposte a criticità emergenti. Tra i nodi più rilevanti affrontati figura quello della gara per l’affidamento dei servizi Intercity: un emendamento approvato dopo una fase di stallo in Aula elimina la possibilità di ricorrere a un lotto unico, favorendo così una maggiore apertura alla concorrenza. Contestualmente, viene introdotto l’obbligo per le Regioni di effettuare un censimento del materiale rotabile, che dovrà essere reso disponibile al futuro aggiudicatario della gara.
Sul fronte degli appalti pubblici, il decreto interviene per attenuare l’impatto dell’aumento dei costi delle materie prime. In particolare, viene prevista — su richiesta dell’appaltatore — la sospensione del recupero dell’anticipazione del prezzo nei contratti in corso, misura valida fino al 31 dicembre 2026. Un correttivo pensato per garantire liquidità alle imprese impegnate nei cantieri e salvaguardare la continuità dei lavori.
Non manca un’attenzione specifica al settore edilizio, tra i più esposti agli effetti del cambiamento climatico: il provvedimento introduce infatti la cassa integrazione senza contributo addizionale per i lavoratori del comparto durante le emergenze climatiche, offrendo una tutela immediata in situazioni di sospensione forzata delle attività.
Infine, il decreto interviene anche sulla cosiddetta “tassa sui pacchetti”, rinviandone l’entrata in vigore dal 1° luglio al 1° ottobre 2026. Il prelievo — pari a due euro per i pacchi di valore fino a 150 euro provenienti da Paesi extra-Ue — slitta così di tre mesi, lasciando più tempo agli operatori per adeguarsi.
Nel complesso, il decreto si configura come un tassello operativo nel complesso mosaico del Pnrr, dove esigenze di accelerazione della spesa si intrecciano con la necessità di correggere rotta su dossier sensibili. Il passaggio al Senato sarà ora decisivo per confermare o ridefinire gli equilibri raggiunti alla Camera.
