5 Agosto 2026, mercoledì
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Azzurro – Storie di Mare: l’Italia che nasce dall’acqua torna su Rai 1

Dal 8 agosto al 26 settembre, ogni sabato mattina, Beppe Convertini guida la sesta stagione del programma in un racconto corale tra coste, borghi e comunità: un viaggio che parte dal mare e arriva al cuore del Paese.

C’è un’Italia che non si limita a guardare il mare: lo vive, lo attraversa, lo trasforma in memoria, lavoro e identità. È da questa dimensione profonda e autentica che riparte Azzurro – Storie di Mare, in onda su Rai 1 dall’8 agosto al 26 settembre, ogni sabato alle 11.30. Al timone, ancora una volta, Beppe Convertini, volto ormai simbolo di un racconto televisivo capace di intrecciare territorio e umanità.

Giunto alla sesta stagione, il programma conferma e rinnova la sua vocazione: esplorare l’Italia seguendo il filo dell’acqua, senza fermarsi alla linea della costa ma spingendosi nell’entroterra, dove il mare continua a vivere nei gesti quotidiani, nelle tradizioni e nei saperi tramandati. Non un semplice itinerario geografico, ma un mosaico di incontri, perché sono le persone — pescatori, artigiani, artisti, famiglie — a restituire l’anima più autentica dei luoghi.

Il viaggio prende avvio dalla Romagna, a Cesenatico, dove il mare si insinua nel Porto Canale Leonardesco diventando parte integrante della città. Tra barche storiche e antichi metodi di conservazione del pesce, emerge una cultura popolare ancora pulsante. A pochi chilometri, Cesena offre un cambio di prospettiva: dalla vitalità del porto si passa alla quiete della Rocca Malatestiana e della Biblioteca Malatestiana, mentre le note del liscio, con Mirko Casadei, raccontano una terra sospesa tra tradizione e convivialità.

Scendendo lungo l’Adriatico, la narrazione approda in Puglia. A Castro e Santa Cesarea Terme, la costa salentina si rivela in tutta la sua forza visiva: grotte, scogliere e approdi antichi custodiscono storie di mare e di uomini. Qui il Mediterraneo diventa racconto, tra leggende, cucina e il ritmo coinvolgente della pizzica, interpretata dagli artisti della Notte della Taranta.

A Barletta e nella Puglia Imperiale, il mare dialoga con la storia: castelli, cattedrali e vicoli raccontano un passato cavalleresco che convive con la quotidianità delle comunità. Il viaggio si spinge poi nell’entroterra fino ad Altamura, dove il profumo del pane diventa narrazione: un rito antico fatto di gesti precisi, tempi lenti e tradizioni familiari custodite con cura.

In Abruzzo, l’Adriatico cambia voce. Tra Pescara, Ortona, Tortoreto e Sant’Omero, il mare incontra la scienza, la tutela ambientale e paesaggi suggestivi come le pinete e i trabocchi. Qui il racconto si arricchisce di rituali antichi, come la sciabica, e di una cucina che conserva intatta la memoria del territorio.

Dalla costa si apre poi uno sguardo verso la Sardegna, fino ad Arborea, dove il paesaggio agricolo racconta una comunità fondata sulla cooperazione e sul lavoro condiviso. Mare e terra si fondono in un’unica visione, unite dal rispetto per la natura e dalla capacità di costruire futuro senza rinunciare alle radici.

In Veneto, l’acqua diventa protagonista assoluta, mutando continuamente forma. A Chioggia è mare e laguna, anima dei mercati e della vita quotidiana; lungo la Riviera del Brenta si trasforma in fiume, accompagnando ville e antiche rotte commerciali; a Padova scorre nel Canale Piovego, testimone di una storica connessione con Venezia.

Il racconto si amplia ulteriormente con San Leucio, dove l’acqua, pur lontana dalla costa, resta simbolo di connessione e sviluppo, intrecciandosi con la tradizione manifatturiera e il valore del lavoro. Un tassello che dimostra come l’identità italiana possa essere letta anche attraverso i percorsi meno evidenti.

Le Marche rappresentano l’ultima tappa del viaggio. Tra Fano, Mondolfo e Marotta, il mare vive nei gesti quotidiani dei pescatori e nei sapori tramandati. Tradizioni come la Moretta o i garagoi raccontano una cultura marinara intima e resistente, mentre Gradara apre uno spazio sospeso tra storia e leggenda.

Il percorso si chiude simbolicamente a Paestum, nel territorio di Capaccio, dove la campagna diventa naturale prosecuzione del mare. Qui, tra pascoli e allevamenti, si ritrovano gli stessi valori: lavoro, famiglia, rispetto dei cicli naturali.

A guidare questo itinerario è Beppe Convertini, reduce dal successo televisivo recente, che con Azzurro – Storie di Mare continua a raccontare un’Italia autentica e spesso lontana dai riflettori. Un racconto che dialoga idealmente con il suo libro Il Paese delle Tradizioni, ampliandone la narrazione sul piccolo schermo.

Il programma, prodotto da Paolo Chiparo per TV Press Star’s Management Srl, si conferma così come uno spazio televisivo capace di restituire profondità e bellezza al racconto del territorio. Un’Italia che non si limita a mostrarsi, ma si lascia ascoltare — nelle voci, nei silenzi, nelle storie che dal mare arrivano fino alle comunità.

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