Un’Europa che fatica ancora a trovare una voce diplomatica unitaria, mentre sullo sfondo si moltiplicano segnali di escalation militare. È questa la fotografia tracciata da Chiara Appendino, che in un’intervista a Radio24 rilancia con forza la posizione del Movimento 5 Stelle contro il riarmo e a favore di una soluzione negoziale al conflitto in Ucraina.
“Non siamo ancora in grado di nominare un inviato di pace europeo”, osserva l’ex sindaca di Torino, sottolineando come, parallelamente, si moltiplichino iniziative militari che rischiano di aggravare ulteriormente le tensioni con Mosca. Un riferimento diretto alla linea francese e alle esercitazioni al confine russo, lette come un “azzardo” in un contesto già altamente instabile.
Nel mirino di Appendino finisce anche il dibattito politico italiano, dove – secondo la deputata – si starebbe consolidando un consenso trasversale su posizioni sempre più orientate al riarmo. “Si alimenta una propaganda bellicista dagli effetti drammatici”, accusa, evidenziando un duplice rischio: da un lato l’ostacolo a qualsiasi spiraglio diplomatico, dall’altro l’imposizione di un rafforzamento militare che grava sulle finanze pubbliche.
Particolarmente critico il giudizio sul piano europeo di rafforzamento della difesa, evocato con lo slogan “Rearm Europe” e con una prospettiva di spesa che potrebbe raggiungere i 500 miliardi di euro entro il 2035. Per Appendino, si tratta di una direzione sbagliata: “La vera urgenza oggi sono i negoziati”.
La posizione del Movimento 5 Stelle, rivendica, non è frutto di contingenze ma di una linea politica coerente nel tempo, sostenuta anche da mobilitazioni di piazza che hanno coinvolto centinaia di migliaia di cittadini. “Se qualcuno deve rivedere le proprie posizioni, anche nel campo progressista, non siamo certo noi”, afferma con decisione.
Al centro della critica c’è poi l’obiettivo – sempre più discusso in ambito NATO – di portare le spese militari al 5% del PIL. Una soglia che, secondo Appendino, rischia di sottrarre risorse decisive ad altri ambiti strategici. “Quei miliardi non devono essere sprecati in armamenti”, insiste, indicando invece le priorità che, a suo giudizio, dovrebbero guidare l’azione di governo: sanità pubblica, sostegno contro il caro bollette e aiuti concreti alle imprese in difficoltà.
In un contesto internazionale segnato da incertezze e tensioni crescenti, la sfida lanciata dalla deputata pentastellata riporta al centro il nodo politico fondamentale: sicurezza e difesa possono prescindere dalla diplomazia? Per Appendino, la risposta è netta. E passa, prima di tutto, dalla riapertura dei negoziati.
