8 Luglio 2026, mercoledì
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Sanremo, madre trovata morta in casa: fermato il figlio ventenne dopo una notte di bugie

La telefonata al 112, la scena del crimine e le contraddizioni del giovane: in meno di 24 ore gli investigatori ricostruiscono un possibile delitto maturato tra le mura domestiche

Doveva essere una richiesta di aiuto, una di quelle telefonate cariche d’ansia che squarciano il silenzio della notte. Si è trasformata, invece, nell’inizio di un’indagine lampo che ha portato, nel giro di poche ore, al fermo di un figlio ventenne con l’accusa di aver ucciso la madre.

È accaduto nella notte tra il 6 e il 7 luglio a Sanremo, in un’abitazione di famiglia dove una donna di 58 anni, residente nel milanese, stava trascorrendo un periodo di vacanza. A dare l’allarme è stato proprio il figlio, incensurato, che intorno alla notte ha contattato il numero unico di emergenza 112 raccontando di essere rientrato dopo una cena fuori e di non riuscire a entrare in casa: la madre, con cui viveva, non rispondeva né al citofono né al telefono, nonostante un accordo per aprirgli la porta al suo ritorno.

Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco e il personale sanitario del 118. L’ingresso nell’appartamento ha però rivelato subito una realtà ben diversa da quella prospettata: la donna giaceva a terra, ormai priva di vita. Quello che inizialmente poteva apparire come un malore o un evento accidentale ha assunto rapidamente contorni ben più drammatici.

Determinante è stato l’immediato intervento dei Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Sanremo, affiancati dai militari del Nucleo Investigativo di Imperia. Il sopralluogo ha restituito un quadro inequivocabile: sul corpo della vittima, in particolare su collo, volto e braccia, erano presenti segni evidenti riconducibili a una violenta colluttazione. Un primo riscontro, confermato anche dall’ispezione del medico legale, che ha disposto ulteriori accertamenti autoptici su incarico della Procura.

Le indagini si sono quindi concentrate fin da subito sull’ambiente familiare. Nel giro di poche ore, gli elementi raccolti hanno iniziato a convergere verso il giovane. Le sue dichiarazioni, inizialmente considerate come quelle di un testimone, hanno mostrato crepe sempre più evidenti: versioni discordanti, incongruenze nei tempi e nei movimenti, e soprattutto la difficoltà di giustificare alcuni dati oggettivi emersi durante le verifiche.

Tra questi, le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona, che hanno contribuito a ricostruire con maggiore precisione gli spostamenti del ragazzo, e la testimonianza di chi avrebbe udito, nel corso della serata, una lite accesa tra madre e figlio provenire dall’abitazione. A completare il quadro, i segni rinvenuti sul corpo del ventenne — graffi e lesioni — ritenuti compatibili con uno scontro fisico recente.

Un mosaico che, tessera dopo tessera, ha portato gli investigatori a delineare una possibile dinamica del delitto maturato all’interno delle mura domestiche. Così, a meno di 24 ore dal ritrovamento del corpo, è scattato il fermo del giovane, ora indagato per l’omicidio della madre.

Resta da chiarire il movente e ricostruire con precisione le fasi dell’aggressione. Saranno gli ulteriori accertamenti tecnici e l’autopsia a fornire risposte decisive su una vicenda che, ancora una volta, riporta al centro dell’attenzione la violenza che può annidarsi nei contesti familiari, esplodendo improvvisa e devastante.

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