8 Luglio 2026, mercoledì
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Petroliera colpita nello Stretto di Hormuz, mistero sull’attacco: incendio a bordo, nessuna vittima

Alta tensione nel Golfo: un proiettile non identificato centra una nave diretta a sud. Versioni contrastanti sull’origine dell’azione e sul possibile coinvolgimento iraniano

Un nuovo episodio scuote uno dei punti nevralgici del traffico energetico mondiale. Una petroliera in navigazione al largo delle coste dell’Oman, nei pressi dello Stretto di Hormuz, è stata colpita da un proiettile di origine non identificata, provocando un incendio a bordo ma senza causare vittime tra l’equipaggio.

A riferire dell’accaduto è stata l’agenzia britannica per la sicurezza marittima Ukmto (United Kingdom Maritime Trade Operations), secondo cui l’imbarcazione stava procedendo in direzione sud quando è stata centrata. Le fiamme, divampate in seguito all’impatto, sarebbero state contenute senza conseguenze per il personale a bordo, ma l’episodio riaccende i riflettori sulla crescente instabilità nella regione.

A complicare ulteriormente il quadro è intervenuta la versione fornita dall’emittente statale iraniana Irib, che – citando fonti anonime – parla apertamente di un attacco missilistico. Secondo questa ricostruzione, la petroliera stava tentando di attraversare la rotta meridionale nello Stretto di Hormuz, nelle acque territoriali omanite, con il supporto della Marina degli Stati Uniti. La nave, sempre secondo l’emittente, sarebbe stata colpita dopo aver ignorato ripetuti avvertimenti da parte iraniana.

Una versione che, al momento, non trova alcuna conferma ufficiale. Nessuna autorità di Teheran ha infatti rivendicato o smentito l’azione, lasciando spazio a un’area grigia fatta di tensioni geopolitiche e segnali ambigui.

Negli ultimi giorni, l’Iran aveva già lanciato un monito alle navi in transito, invitandole a evitare la rotta meridionale e ribadendo che ogni attraversamento dello Stretto di Hormuz dovrebbe essere coordinato con le proprie autorità. Un’indicazione che, se confermata, rappresenterebbe un tentativo di rafforzare il controllo su uno dei passaggi marittimi più strategici al mondo, attraverso cui transita una quota significativa del petrolio globale.

L’incidente, pur senza conseguenze dirette sul piano umano, rischia dunque di avere ripercussioni ben più ampie, inserendosi in un contesto già segnato da rivalità regionali, presenza militare internazionale e fragili equilibri diplomatici. Resta ora da chiarire la natura dell’attacco e, soprattutto, la sua matrice: un nodo cruciale per comprendere se si tratti di un episodio isolato o dell’ennesimo segnale di un’escalation in atto nel Golfo.

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