8 Luglio 2026, mercoledì
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Damasco sotto tensione durante la visita di Macron: esplosioni vicino all’hotel del presidente

Ordigni detonati nel cuore della capitale siriana mentre il capo dell’Eliseo è in missione storica. Parigi rassicura: “È al sicuro, agenda confermata”

Damasco torna a tremare proprio mentre si consuma una visita destinata a segnare un passaggio cruciale nei nuovi equilibri mediorientali. Diverse esplosioni sono state udite nella capitale siriana nelle ore in cui il presidente francese Emmanuel Macron si trova nel Paese per una missione ufficiale senza precedenti negli ultimi anni. Gli ordigni, secondo quanto riferito da fonti sul posto, sono esplosi nei pressi dell’hotel che ospitava il capo dell’Eliseo, alimentando momenti di forte tensione e incertezza.

Un corrispondente dell’agenzia Reuters ha parlato di una sequenza di detonazioni avvenute in un’area centrale della città, non lontano dalla struttura in cui Macron aveva trascorso la notte. Le cause restano al momento sconosciute, così come non è ancora chiaro se vi siano vittime o feriti. Le autorità locali hanno immediatamente disposto la chiusura delle strade circostanti, isolando la zona interessata.

Secondo l’emittente saudita Al-Hadath, il convoglio del presidente francese avrebbe lasciato l’albergo circa quindici minuti prima delle esplosioni, circostanza che, se confermata, contribuirebbe a delineare un quadro ancora più delicato sul piano della sicurezza. Dall’Eliseo, tuttavia, giunge una rassicurazione netta: Macron “è al sicuro” e il programma della visita prosegue senza modifiche.

Alcuni testimoni hanno riferito di aver visto colonne di fumo levarsi da un’area vicina all’hotel, mentre altre fonti locali indicano che tra gli edifici coinvolti potrebbe esserci anche la sede del ministero del Turismo. Il presidente francese, già in movimento nella mattinata, aveva lasciato la struttura per raggiungere il palazzo presidenziale, dove sono previsti incontri istituzionali di alto livello.

La visita di Macron rappresenta un evento di portata storica: si tratta infatti del primo viaggio di un capo di Stato dell’Unione europea in Siria dopo il rovesciamento del regime di Bashar al-Assad nel 2024 da parte delle forze ribelli guidate dall’attuale presidente Ahmed al-Sharaa. Un passaggio simbolico e politico che segna il tentativo di riaprire i canali diplomatici con Damasco, dopo anni di isolamento internazionale.

Lo stesso al-Sharaa ha definito l’arrivo del leader francese una “pietra miliare” nelle relazioni tra i due Paesi. In un’intervista concessa all’emittente francese BFM TV, il presidente siriano ha sottolineato come Parigi abbia mantenuto un dialogo costante con la nuova leadership siriana anche dopo la caduta del precedente regime, riconoscendo alla Francia un “ruolo costruttivo” nel promuovere la revoca delle sanzioni internazionali.

Al-Sharaa ha inoltre ricordato la sua recente visita a Parigi, accolta con calore dall’Eliseo, rivendicando i progressi compiuti dalla Siria nel superare le difficoltà del periodo post-bellico e nel ristabilire relazioni diplomatiche con numerosi attori internazionali. In questo quadro, il contributo francese viene indicato come decisivo per il reinserimento di Damasco nella comunità globale.

Resta tuttavia l’ombra dell’instabilità, testimoniata dalle esplosioni che hanno scandito le ore della visita presidenziale. Un segnale, forse, di quanto il percorso verso una piena normalizzazione sia ancora fragile e costellato di incognite.

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