8 Luglio 2026, mercoledì
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Treni, settimana in salita: Firenze spezzata in due dai lavori, guasti e ritardi anche a Milano

Cantieri sulla linea ad alta velocità e problemi tecnici in più nodi ferroviari: disagi contenuti ma diffusi, tra navette, bus sostitutivi e tempi di viaggio dilatati.

Si apre con disagi, ma sotto controllo, una settimana complessa per il traffico ferroviario italiano. Dalle 23 di domenica 5 luglio è scattata l’interruzione della tratta tra Firenze Campo di Marte e Firenze Santa Maria Novella, un segmento cruciale della dorsale nazionale, interessato dalla prima fase dei lavori di sostituzione del cavalcaferrovia di Ponte al Pino. Il cantiere, destinato a concludersi alle 4 di venerdì 10 luglio, ridisegna temporaneamente la geografia dei collegamenti, dividendo di fatto in due il sistema ferroviario lungo l’asse nord-sud.

L’impatto, almeno nelle prime ore, si presenta contenuto ma inevitabile. I passeggeri vengono instradati su un articolato sistema di trasporti alternativi: navette dedicate, scortate dalla polizia municipale, collegano rapidamente Campo di Marte con Santa Maria Novella per i viaggiatori dell’alta velocità provenienti dal Sud. Più complesso il percorso per pendolari e utenti dei treni regionali, in particolare quelli in arrivo dal Valdarno e dalla linea aretina, che vengono convogliati verso autobus sostitutivi diretti alla rete tranviaria urbana. Coinvolti anche i passeggeri dei convogli Italo.

È proprio a Campo di Marte che si concentra il maggiore disorientamento, soprattutto tra i pendolari, chiamati a riorganizzare abitudini consolidate. Nonostante una comunicazione capillare da parte delle Ferrovie, non mancano momenti di incertezza, in particolare tra turisti e viaggiatori stranieri che, scesi dai treni locali, si trovano a dover riprogrammare il proprio itinerario. Smarrimento che si scioglie rapidamente grazie alla presenza diffusa di personale ferroviario e volontari della protezione civile, impegnati a fornire indicazioni e accompagnare i flussi verso i bus.

Nel complesso, la macchina organizzativa regge: le navette circolano con regolarità, i tempi si allungano ma restano gestibili e anche a Santa Maria Novella la situazione appare fluida. Qui i passeggeri in arrivo dal Nord, diretti verso Campo di Marte, vengono indirizzati attraverso il binario 16 verso il piazzale Montelungo, punto nevralgico per l’interscambio.

A complicare ulteriormente il quadro, nella mattinata si sono registrati disagi anche sulla linea Tirrenica, nei pressi di Follonica, in provincia di Grosseto. Un guasto tecnico, segnalato intorno alle 8, ha provocato ritardi fino a 80 minuti per treni ad alta velocità, Intercity e regionali, rientrati gradualmente entro le 9:50. Un episodio che evidenzia la fragilità di una rete sotto pressione, soprattutto in una fase in cui parte del traffico Roma-Milano/Torino viene deviato proprio sulla Tirrenica per effetto dei lavori fiorentini, con un allungamento dei tempi di percorrenza che può arrivare fino a due ore e mezza.

Non va meglio in Lombardia, dove la settimana ferroviaria si apre con criticità a Milano Centrale. Un guasto tecnico ha generato ritardi fino a un’ora e la cancellazione di diverse corse, costringendo i passeggeri a ripiegare su collegamenti alternativi verso altre stazioni milanesi. Ulteriori rallentamenti vengono segnalati anche lungo la linea tra Varese e Gallarate, come comunicato da Trenord.

Il quadro che emerge è quello di un sistema sotto stress ma ancora capace di reggere l’urto, grazie a una gestione dell’emergenza strutturata e a una rete di soluzioni alternative. Resta però il prezzo pagato dai viaggiatori: tempi più lunghi, coincidenze a rischio e la necessità di muoversi in un contesto meno lineare del consueto. Una settimana in salita, dunque, per chi sceglie il treno, tra cantieri indispensabili e imprevisti tecnici che ricordano quanto sia delicato l’equilibrio della mobilità su rotaia.

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