8 Luglio 2026, mercoledì
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La trappola via radio dei carabinieri: così è saltato il colpo nello studio dentistico

A Torino tre uomini tra i 57 e i 67 anni sono stati arrestati dopo il tentato furto in uno studio di strada Basse del Lingotto: decisivi l’allarme dei residenti e l’intuito dei militari, che hanno usato la ricetrasmittente del ladro per attirare i complici.

Doveva essere un furto notturno, rapido e silenzioso. È diventato invece una trappola costruita in pochi minuti, con una ricetrasmittente trasformata da strumento dei ladri in alleata degli investigatori. Nella notte tra sabato 4 e domenica 5 luglio, in strada Basse del Lingotto, a Torino, tre uomini italiani di 57, 65 e 67 anni sono stati arrestati dai carabinieri con l’accusa di tentato furto aggravato in concorso, dopo il colpo fallito all’interno di uno studio dentistico.

A far saltare i piani della banda è stato, prima ancora dell’arrivo delle pattuglie, l’orecchio vigile dei residenti. Il rumore dei vetri infranti ha spezzato la quiete della notte e spinto alcuni abitanti della zona a chiamare il 112. La segnalazione ha permesso ai militari del Nucleo Radiomobile di raggiungere rapidamente lo studio. All’interno hanno trovato un uomo di 65 anni, con il volto coperto da un passamontagna, intento a rovistare nei cassetti della reception. Non avrebbe fatto in tempo, secondo quanto ricostruito, a impossessarsi di denaro o di altri beni.

La perquisizione ha consegnato ai carabinieri il dettaglio decisivo: arnesi da scasso e una ricetrasmittente. Quel piccolo apparecchio, probabilmente usato per coordinare i movimenti del gruppo, ha suggerito ai militari una mossa tanto semplice quanto efficace. Fingendosi l’autore del furto appena bloccato, hanno contattato via radio gli altri presunti complici e li hanno invitati a raggiungere un punto poco distante con il pretesto di dividere il bottino.

L’esca ha funzionato. Al luogo dell’appuntamento si sono presentati gli altri due uomini, di 57 e 67 anni, convinti di trovare il compagno e una refurtiva da spartire. Ad attenderli, invece, c’erano i carabinieri. Anche per loro è scattato l’arresto in flagranza. I tre sono stati quindi trasferiti nella casa circondariale Lorusso e Cutugno di Torino, a disposizione della Procura.

L’episodio racconta una dinamica ormai ricorrente nelle cronache urbane: l’importanza della collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine, soprattutto nelle ore in cui le città sembrano più vulnerabili. In questo caso, la chiamata immediata dei residenti e la prontezza dei militari hanno impedito che il furto venisse portato a termine e hanno consentito di ricostruire, in tempo reale, il possibile ruolo degli altri componenti del gruppo. Per gli arrestati, come previsto dall’ordinamento, resta ferma la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

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