2 Luglio 2026, giovedì
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Due mostre per i 250 anni di Brera: il tempo dell’arte contro la velocità del presente

Con Sentimento delle cose e Users, Unfriendly, l'Accademia di Belle Arti di Brera celebra il suo anniversario invitando a rallentare lo sguardo e a ripensare il rapporto con immagini, materia e tecnologie digitali.

In occasione del 250° anniversario (1776–2026), l’Accademia di Belle Arti di Brera presenta “Sentimento delle cose” e “Users, Unfriendly”, due mostre che esplorano il legame tra arte e contemporaneità. I progetti, curati rispettivamente dalle Scuole di Scultura e di Nuove Tecnologie dell’Arte, propongono una riflessione critica sul tempo lento e lo sguardo consapevole, contrapponendosi al consumo immediato dell’immagine.

Le celebrazioni iniziano nella Sala Napoleonica, che dal 30 giugno al 29 agosto 2026 ospita la mostra “Sentimento delle cose / Feeling of things”. Curata da Gianni Caravaggio per la Scuola di Scultura, l’esposizione riunisce quindici artisti cresciuti tra le mura dell’Accademia, uniti da un dialogo creativo che per alcuni dura da oltre un decennio. Lontana da nostalgie, da banalità tecnologiche e da narrazioni precostituite, la scultura viene qui assunta nella sua natura più fondamentale: quella di cosa, di corpo che oppone resistenza alla proiezione narcisistica di chi guarda e che, in tale resistenza, custodisce il proprio mistero.

Al centro del progetto c’è un invito suggestivo: imparare ad ascoltare ciò che ci circonda. Sotto la guida di Caravaggio, le opere esposte smettono di essere semplici oggetti per trasformarsi in soggetti vivi, capaci di dialogare con noi e condividere un’emozione. È un’esperienza che richiede di rallentare il passo e concedersi il lusso del tempo, staccando la spina dalla frenesia quotidiana. A rendere il percorso ancora più ricco è il fitto dialogo tra il curatore e i quindici artisti. Insieme, esplorano temi affascinanti come il vuoto, la materia viva e la sorpresa dell’inatteso.

Artisti in mostra: Simona Andrioletti, Federica Balconi, Monia Ben Hamouda, Simone Brambilla, Federico Cantale, Alice Capelli, Lucia Cristiani, Andrea Fais, Graziano Folata, Erica Lizzori, Rita Lucchini, Rebecca Moccia, Giacomo Morelli, Fabiana Sapia, Yang Xinyu.

“Non tutto si mostra di primo acchito, e ciò genera un rallentamento fruitivo. I lavori in mostra sembrano generare la scomodità di dover essere performati immaginativamente e percettivamente da chi ne fruisce. Nessun intrattenimento, niente risata facile” dichiara Gianni Caravaggio.

La seconda tappa del compleanno di Brera si sposta nell’affascinante cornice dell’Ex Chiesa di San Carpoforo, che dal 2 luglio al 29 agosto 2026 ospita la mostra collettiva “Users, Unfriendly”. Curata da Domenico Quaranta per la Scuola di Nuove Tecnologie dell’Arte, l’esposizione gioca fin dal titolo con un termine che usiamo tutti i giorni. Se “user-friendly” indica qualcosa di facile e intuitivo, qui il significato viene completamente ribaltato: gli artisti in mostra sono utenti del digitale (users), ma utenti critici, curiosi e “scomodi” (unfriendly). Non si limitano a usare i dispositivi così come sono progettati, li interrogano, li forzano e ne svelano i meccanismi nascosti, conquistando un linguaggio autonomo invece di subire quello imposto dalla tecnologia.

La rassegna è un’esposizione di gruppo che, attraverso il contributo di venti soggetti tra artiste, artisti e collettivi, evidenzia il ruolo assunto, nell’ultimo quarto di secolo, dalla Scuola di Nuove Tecnologie dell’Arte come agente attivo nell’arte e nella cultura italiana contemporanea.

La mostra celebra inoltre il contributo di docenti e studenti alla definizione dell’identità della Scuola, ponendo l’accento su due figure fondamentali scomparse nel 2013. Paolo Rosa, artista, regista e membro fondatore di Studio Azzurro, e Antonio Caronia esperto di fantascienza radicale, teorico dei media, filosofo del cyborg e attivista, che sono ricordati come i “maestri” che hanno guidato i primi passi dell’istituzione, interpretandola rispettivamente come un habitat creativo e un campo di guerriglia semiotica.

Nata a fine anni Novanta, la Scuola di Nuove Tecnologie dell’Arte si è integrata nell’Accademia rifiutando la celebrazione acritica dei media e il ruolo di semplice laboratorio di servizio e nel corso degli anni, la Scuola ha accompagnato lo sviluppo digitale con uno sguardo critico e indipendente.

L’esposizione offre uno sguardo sull’evoluzione del rapporto tra espressione artistica e strumenti tecnologici negli ultimi venticinque anni, evidenziando come la tecnologia possa essere utilizzata in modo critico per scardinare i condizionamenti dei dispositivi digitali. Attraverso opere che spaziano dai video alla modellazione 3D fino alle installazioni multimediali, la rassegna promuove un uso “unfriendly” e consapevole della tecnologia.

Partecipanti: Anna Adamolo, Alterazioni Video, Barbara and Ale, Simone Bergantini, Francesco Bertocco, Marco Cadioli, Antonio Caronia, Paola Di Bello, Tiziano Doria, Beatrice Favaretto, Invernomuto (Simone Bertuzzi e Simone Trabucchi), IOCOSE, Kamilia Kard, Sabrina Melis, Marco Mendeni, Paolo Rosa, Perla Sardella, Marco Strappato, Natália Trejbalová, Diego Zuelli.

“Users, Unfriendly è una mostra che getta uno sguardo retrospettivo su una Scuola (Nuove Tecnologie dell’Arte) che ha dimostrato, nella sua breve storia, una eccezionale capacità di accogliere, e di restituire al mondo, artiste e artisti – con le radici nel progetto e i rami protesi verso il linguaggio, il senso e la forma. In un momento di svolta che affianca a un cambio di sede il rinnovo dei piani di studio e l’affiancamento della nuova scuola di Cinema, Fotografia, Audiovisivo, la mostra propone di riconquistare un legame con le origini della Scuola e con il pensiero dei suoi fondatori, cercando in essi le indicazioni per impostare la rotta, e per comunicare agli studenti, primi destinatari di questo progetto, la formazione che vogliamo, e che tra innumerevoli difficoltà e non sempre con successo cerchiamo di costruire” dichiara Domenico Quaranta.

Alla mostra si affianca una pubblicazione, edita da Silvana Editoriale e distribuita gratuitamente, con testi di Antonio Caronia, di Paolo Rosa e del curatore, e interventi editoriali site-specific degli artisti in mostra che arricchiscono e integrano il progetto.

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