Un danno erariale che supera 1,6 miliardi di euro in appena cinque mesi. È questo il bilancio, pesante, delle frodi accertate ai danni delle casse pubbliche nazionali e dell’Unione europea tra il primo gennaio e il 31 maggio 2025. A tracciarne i contorni è la Guardia di Finanza nel suo ultimo report operativo, che fotografa un sistema di illeciti diffuso e articolato, capace di colpire in modo trasversale diversi settori della spesa pubblica.
Tra le voci più sensibili spiccano quelle legate alla previdenza, all’assistenza e alla sanità, ambiti nei quali le frodi accertate ammontano a oltre 303 milioni di euro. Ma è soprattutto sul fronte delle risorse europee che si concentra l’attenzione degli investigatori, impegnati nella tutela dei fondi comunitari, a partire da quelli della Politica Agricola Comune (PAC). In questo ambito sono state individuate truffe per oltre 47 milioni di euro, realizzate attraverso dichiarazioni mendaci e falsi titoli di proprietà. Le operazioni hanno portato al sequestro di beni per più di 29 milioni e alla denuncia di 323 responsabili.
Il quadro si amplia se si osserva l’attività condotta nell’arco degli ultimi 17 mesi. In questo periodo, le Fiamme Gialle hanno sequestrato patrimoni e disponibilità finanziarie riconducibili a evasione e frodi fiscali per un valore complessivo di circa 4,7 miliardi di euro. Parallelamente, sono stati individuati 8.297 evasori totali e oltre 47 mila lavoratori irregolari o completamente in nero, mentre 20.429 persone sono state denunciate per reati tributari. Di queste, 223 sono finite in arresto.
Sempre più rilevante, nel panorama delle attività investigative, è il contrasto al cybercrime di natura economico-finanziaria. In questo settore sono stati eseguiti 7.217 interventi, con 2.942 persone denunciate e il sequestro di criptovalute per un controvalore superiore a 114 milioni di euro. Un dato che testimonia come le nuove tecnologie rappresentino oggi uno dei principali strumenti per la commissione di illeciti, ma anche un terreno di sfida per le forze di contrasto.
Sul fronte del riciclaggio e dell’autoriciclaggio, l’azione si è tradotta in 1.723 interventi, spesso avviati grazie all’analisi di flussi finanziari sospetti. Le indagini hanno portato alla denuncia di 4.830 soggetti, con 273 arresti e sequestri di beni per oltre 688 milioni di euro.
Il bilancio operativo evidenzia infine anche gli effetti economici del conflitto in Ucraina. Dal 2022 sono stati congelati beni riconducibili a oligarchi russi per un valore complessivo di circa 2 miliardi di euro. Le 38 misure adottate hanno interessato un patrimonio eterogeneo che comprende immobili, veicoli, imbarcazioni, aeromobili, terreni, opere d’arte e partecipazioni societarie.
Un’azione, quella della Guardia di Finanza, che si inserisce nel quadro delle misure restrittive decise dall’Unione europea e che prosegue attraverso approfonditi accertamenti economico-patrimoniali sui soggetti inseriti nelle liste sanzionatorie. In uno scenario globale segnato da tensioni geopolitiche e trasformazioni digitali, il contrasto agli illeciti economici si conferma così una delle frontiere più decisive per la tutela della legalità e della stabilità finanziaria.
