Una caccia silenziosa, metodica, spesso lunga anni. E che nell’ultimo trimestre ha prodotto risultati concreti: 55 provvedimenti eseguiti, tra arresti e rintracci, con una media che in molti casi non supera le 48 ore dall’avvio delle ricerche. È il bilancio dell’attività condotta dalla Procura della Repubblica di Roma – Dipartimento criminalità diffusa e grave e Gruppo Esecuzione – insieme ai Carabinieri del Comando Provinciale, con un ruolo centrale affidato alla Sezione “Catturandi” del Nucleo Investigativo.
L’obiettivo è chiaro: assicurare alla giustizia chi è stato condannato in via definitiva, anche quando ha tentato di sottrarsi alla pena fuggendo all’estero o nascondendosi nel tessuto urbano. Un lavoro che unisce intelligence, controllo del territorio e cooperazione internazionale, con l’inserimento dei mandati nei circuiti di ricerca oltreconfine.
Nel dettaglio, sono 15 le persone rintracciate e arrestate direttamente dal Nucleo Investigativo nell’area della provincia di Roma: 12 italiani, un cittadino romeno, uno libico e uno srilankese. Tutti destinatari di ordini di carcerazione o cumuli di pena per reati che spaziano dalla criminalità organizzata al traffico di droga, fino ai delitti contro la persona e il patrimonio.
Tra i casi più rilevanti, quello di un 49enne romano individuato a Ponte Galeria dopo ricerche complesse, rese difficili anche da una residenza fittizia. L’uomo deve scontare oltre 9 anni e mezzo di carcere per traffico internazionale di stupefacenti, operando sull’asse Marocco-Spagna-Italia con importazioni di marijuana.
Sempre sul fronte droga, arrestato anche un 49enne libico, intercettato nei pressi della piazza di spaccio di Casal Bruciato dopo intensi servizi di osservazione e pedinamento. Già coinvolto in un’indagine conclusa nell’ottobre 2024, faceva parte di un’organizzazione che gestiva un vero e proprio fortino dello spaccio ricavato in una ex sala giochi comunale: cancellate in ferro, vedette e un sistema difensivo studiato per eludere i controlli. Per lui una condanna definitiva a oltre 5 anni e mezzo.
Non meno gravi i reati contro la persona. Colpisce in particolare la vicenda di un 78enne romano, rintracciato a Casalotti, condannato a 7 anni per maltrattamenti in famiglia protratti per oltre un decennio e violenze sessuali ripetute tra il 2010 e il 2013. Anche in questo caso, la residenza ufficiale si è rivelata fittizia.
L’attività investigativa ha inoltre permesso di individuare e far arrestare altri due soggetti segnalati su scala nazionale, mentre particolarmente articolato è stato il rintraccio di un 32enne napoletano fermato al porto di Livorno mentre sbarcava da una nave da crociera. Decisiva la condivisione in tempo reale delle informazioni tra i reparti: l’uomo deve scontare 8 anni per un accoltellamento avvenuto nel 2013 durante una lite nei pressi dello Stadio dei Marmi, in piena movida romana.
Tra gli arresti anche un 43enne srilankese, individuato ad Acilia, condannato per associazione a delinquere nell’ambito di un’organizzazione dedita a truffe ed estorsioni ai danni dei clienti dell’azienda per cui lavorava. E un 57enne romano fermato a Montespaccato, destinatario di quasi 5 anni di carcere per una serie di reati tra il 2018 e il 2019, tra cui violenza a pubblico ufficiale, furti e utilizzo illecito di carte di credito.
Le operazioni non sono state prive di ostacoli. In molti casi i ricercati vivevano in condizioni di precarietà abitativa o si erano perfettamente integrati nel contesto urbano, riuscendo a sfuggire per anni. In un caso, l’irreperibilità si è protratta addirittura per 14 anni.
A completare il quadro, ulteriori 40 provvedimenti eseguiti dall’Arma territoriale in collaborazione con la “Catturandi”, sempre sotto il coordinamento della Procura di Roma. Un lavoro capillare che conferma l’efficacia di un sistema investigativo capace di ridurre drasticamente i tempi di latitanza e riportare al centro un principio fondamentale: nessuna condanna definitiva può restare sulla carta.
