16 Agosto 2026, domenica
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Borse europee in corsa, Milano aggiorna i massimi: difesa e banche trainano il listino

Il dollaro torna a rafforzarsi sui mercati valutari mentre a Piazza Affari resta alta l’attenzione sul risiko bancario

Le Borse europee proseguono la seduta in territorio positivo, confermando un clima di fiducia che si consolida nel corso della giornata. A distinguersi è ancora una volta Piazza Affari, che guadagna lo 0,65% e aggiorna i propri massimi portandosi a quota 53.044 punti. Un risultato che fotografa la solidità del mercato milanese in questa fase e che trova sostegno soprattutto nei titoli legati al comparto della difesa.

A guidare i rialzi sono infatti Avio, in progresso del 3,7%, e Leonardo, che avanza del 2%, beneficiando di un rinnovato interesse degli investitori verso il settore strategico della sicurezza e dell’aerospazio, tornato al centro delle politiche industriali e geopolitiche internazionali.

Sul fronte valutario, si rafforza il dollaro statunitense. Il cambio euro-dollaro si attesta a 1,1444, mentre l’indice Dxy – che misura la performance del biglietto verde rispetto a un paniere di principali valute – ha registrato ieri un incremento dello 0,7%, superando la soglia psicologica dei 100 punti. Si tratta del livello più elevato dallo scorso 16 maggio 2025. Dopo settimane di debolezza, la valuta americana torna dunque a recuperare terreno, sostenuta da aspettative macroeconomiche più favorevoli e da un rinnovato appeal sui mercati globali.

A Piazza Affari, tuttavia, non sono solo i titoli industriali a catalizzare l’attenzione. Il comparto bancario continua a rappresentare uno dei principali driver del listino, in un contesto ancora dominato dalle incognite sul riassetto del sistema creditizio italiano. Monte dei Paschi di Siena si muove poco, segnale di un mercato in attesa di sviluppi concreti sul fronte delle possibili operazioni di aggregazione.

Proprio sul tema del cosiddetto risiko bancario è intervenuto nelle scorse ore il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, che ha ribadito la posizione di neutralità del governo rispetto ai processi di consolidamento. Allo stesso tempo, però, il titolare del Tesoro ha lasciato intendere che potrebbero essere introdotte specifiche prescrizioni in relazione all’offerta pubblica di scambio promossa da Intesa Sanpaolo, considerando che lo Stato detiene ancora una quota superiore al 4% dell’istituto senese.

Uno scenario che mantiene elevata l’attenzione degli operatori e che lascia aperti interrogativi sul futuro assetto del sistema bancario nazionale, destinato a restare uno dei dossier chiave per i mercati nelle prossime settimane.

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