1 Giugno 2026, lunedì
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Delitto di Garlasco, Sempio rifiuta la perizia psichiatrica: “Prima i fatti, poi le valutazioni”

Il legale dell’indagato nelle nuove indagini sull’omicidio di Chiara Poggi contesta tempi e metodo della procura di Pavia: “Accertare le prove viene prima di ogni analisi sulla personalità”

Andrea Sempio non si sottoporrà alla perizia psichiatrica disposta dalla Procura di Pavia nell’ambito delle nuove indagini sul delitto di Garlasco. Una decisione netta, annunciata dal suo difensore, l’avvocato Liborio Cataliotti, intervenuto nel corso della trasmissione televisiva Quarto Grado su Retequattro.

La posizione della difesa è chiara e si fonda su una precisa linea metodologica: prima l’accertamento dei fatti, poi ogni eventuale valutazione sulla personalità dell’indagato. “Ci mancherebbe solo che andasse”, ha dichiarato il legale, sottolineando come la richiesta di una perizia psichiatrica appaia, allo stato attuale, prematura e non coerente con la sequenza logica delle indagini.

Secondo Cataliotti, infatti, qualsiasi approfondimento di natura psicologica o psichiatrica dovrebbe intervenire solo dopo che il quadro probatorio sia stato definito con chiarezza. “Riteniamo che l’accertamento dei fatti e le prove debbano presiedere a una valutazione personologica”, ha spiegato, evidenziando il rischio che ipotesi diagnostiche possano essere diffuse all’opinione pubblica senza un adeguato fondamento processuale.

Un passaggio, questo, particolarmente delicato, perché tocca il rapporto tra indagine giudiziaria e percezione pubblica. La difesa teme infatti che eventuali valutazioni su possibili patologie possano essere “sbandierate” prima ancora che venga accertata una responsabilità penale, con conseguenze potenzialmente distorsive sul piano mediatico.

Il rifiuto della perizia rappresenta dunque non solo una scelta difensiva, ma anche una presa di posizione sul metodo investigativo adottato dagli inquirenti. “Prima il fatto e poi tutte le valutazioni del caso”, ha ribadito l’avvocato, tracciando una linea che mira a separare nettamente il piano delle prove da quello delle interpretazioni psicologiche.

La vicenda si inserisce nel complesso e ancora discusso scenario del delitto di Chiara Poggi, uno dei casi di cronaca nera più controversi degli ultimi anni, tornato al centro dell’attenzione giudiziaria con nuovi accertamenti e nuove ipotesi investigative. In questo contesto, ogni passaggio assume un peso rilevante, non solo sul piano processuale ma anche su quello dell’opinione pubblica, che da anni segue con attenzione gli sviluppi del caso.

Il confronto tra accusa e difesa, destinato a proseguire nelle sedi giudiziarie, si gioca ora anche sul terreno delle garanzie e dei tempi dell’indagine, in un equilibrio delicato tra esigenze investigative e tutela dei diritti dell’indagato.

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