1 Giugno 2026, lunedì
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Confessionale sotto accusa: sacerdote ai domiciliari nel Salento

Le indagini partite dalla denuncia della madre: tre episodi in pochi mesi. Il parroco si difende: “Era un rito di purificazione”

Il luogo simbolo del raccoglimento e della fede trasformato, secondo l’accusa, in teatro di abusi. Un sacerdote di 69 anni, in servizio nella diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca, è stato posto agli arresti domiciliari con obbligo di braccialetto elettronico con l’accusa di aver molestato un minorenne durante alcune confessioni.

Il provvedimento restrittivo è stato eseguito nei giorni scorsi dagli agenti di polizia su disposizione del giudice per le indagini preliminari di Lecce, Francesco Valente, accogliendo la richiesta della Procura, rappresentata dal sostituto procuratore Erika Masetti. Al centro dell’inchiesta, il racconto di un ragazzino che avrebbe subito più episodi di molestie all’interno del confessionale della parrocchia.

Secondo quanto emerso, i fatti contestati si sarebbero verificati nell’arco di alcuni mesi, tra novembre e maggio. Tre episodi distinti, accomunati dallo stesso scenario: il confessionale, spazio tradizionalmente dedicato all’ascolto e alla guida spirituale, che sarebbe invece diventato il luogo di comportamenti inappropriati.

A far scattare le indagini è stata la denuncia presentata dalla madre del minore, alla quale il ragazzo avrebbe confidato quanto accaduto. Un racconto dettagliato che ha convinto gli inquirenti ad avviare accertamenti, sfociati nel provvedimento cautelare nei confronti del sacerdote.

Durante l’interrogatorio di garanzia, il parroco ha respinto ogni accusa, sostenendo una versione diametralmente opposta. I contatti fisici, ha dichiarato, sarebbero stati parte di un presunto “rito di purificazione” richiesto dallo stesso giovane, convinto – secondo quanto riferito dal religioso – di essere “posseduto dal demonio”. Una giustificazione che ora sarà vagliata dagli investigatori e dalla magistratura, chiamati a verificare la credibilità delle dichiarazioni e la ricostruzione dei fatti.

L’indagine si muove su un terreno delicato, che intreccia fede, fiducia e vulnerabilità. Da un lato il racconto della presunta vittima, dall’altro la difesa del sacerdote, in un contesto che impone il massimo rigore nell’accertamento della verità.

Nel frattempo, la comunità locale resta scossa da una vicenda che colpisce uno dei luoghi più sensibili della vita religiosa e sociale del territorio. Il procedimento è ancora nella fase preliminare e, come previsto, l’indagato è da considerarsi innocente fino a eventuale sentenza definitiva.

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