Nel pieno di uno scenario geopolitico incandescente, con la crisi iraniana che agita i mercati energetici, la finanza globale sembra muoversi lungo una traiettoria tutt’altro che contraddittoria. È questa, in sintesi, la lettura offerta da BlackRock nel suo ultimo aggiornamento sui mercati: nessuna frattura tra i nuovi record di Wall Street e l’impennata di petrolio e rendimenti obbligazionari, ma piuttosto una sofisticata capacità di assorbire e “prezzare” shock diversi e simultanei.
Da un lato, la spinta della crescita legata all’intelligenza artificiale; dall’altro, l’impatto di un’offerta energetica sotto pressione. Due forze apparentemente divergenti che, secondo il colosso dell’asset management, convivono oggi nella stessa narrazione di mercato.
L’IA come ammortizzatore globale
Il cuore dell’analisi sta proprio qui: gli investimenti nell’intelligenza artificiale stanno funzionando da potente fattore compensativo rispetto al rallentamento indotto dallo shock geopolitico. Non si tratta di un semplice sostegno congiunturale, ma di un driver strutturale capace di sostenere utili, produttività e aspettative.
È per questo che, nonostante il rialzo del greggio e dei rendimenti, azioni e credito continuano a mostrare solidità. I mercati, in sostanza, stanno distinguendo con lucidità tra un impulso di crescita di lungo periodo e uno shock di breve legato all’offerta energetica.
Non a caso, dall’inizio del conflitto, sono proprio l’azionario statunitense e quello dei mercati emergenti a guidare la performance globale. Un primato sostenuto in larga misura dai comparti tecnologici e, in particolare, da tutto ciò che ruota attorno all’ecosistema dell’IA: cloud, semiconduttori, cybersecurity.
Geografie e settori: vincitori e vinti
La mappa delle performance racconta una storia coerente. I Paesi più esposti direttamente allo shock energetico hanno mostrato maggiore debolezza, mentre quelli integrati nella filiera tecnologica – come Corea del Sud e Taiwan – hanno beneficiato della corsa globale all’innovazione.
Anche a livello settoriale emerge una netta polarizzazione: i comparti legati all’intelligenza artificiale trainano i listini, mentre i settori più sensibili all’inflazione, come materiali ed energia tradizionale, restano più indietro.
Un equilibrio che riflette una dinamica precisa: la crescita “nuova” dell’IA riesce, almeno per ora, a compensare i costi più elevati imposti dall’energia e dalle tensioni geopolitiche.
Il nodo delle banche centrali
Se c’è un terreno su cui le divergenze diventano più evidenti, è quello della politica monetaria. Le aspettative dei mercati indicano uno scenario in cui l’Europa appare più vulnerabile: si prezzano infatti fino a tre possibili rialzi dei tassi, mentre negli Stati Uniti il quadro resta più stabile.
Una differenza tutt’altro che marginale. L’economia europea, più esposta ai costi energetici e con una crescita meno dinamica, rischia di subire un impatto più diretto dall’inasprimento delle condizioni finanziarie.
Negli USA, invece, la forza degli utili – in particolare quelli legati all’IA – continua a sostenere le valutazioni. Le stime sugli utili dell’S&P 500 sono in crescita, mentre nei mercati emergenti le aspettative sul comparto tecnologico hanno registrato un vero e proprio balzo, alimentato anche dalla crescente domanda di sicurezza informatica e infrastrutture digitali avanzate.
Una scommessa ancora “risk-on”
In questo contesto, BlackRock mantiene una posizione dichiaratamente favorevole al rischio. Il sovrappeso resta su azioni statunitensi ed emergenti, considerate le principali beneficiarie sia del ciclo dell’intelligenza artificiale sia della dinamica delle materie prime.
Sul fronte obbligazionario, invece, la preferenza va alle scadenze brevi e intermedie, ritenute più adatte a catturare rendimento senza esporsi eccessivamente alla volatilità dei tassi. I Treasury a lunga scadenza restano sottopesati, proprio in ragione dell’incertezza sull’evoluzione dell’inflazione.
L’incognita Hormuz
Ma sotto la superficie di questa apparente stabilità, resta un fattore di rischio potenzialmente dirompente: lo Stretto di Hormuz. I mercati, osserva BlackRock, sembrano ancora scontare una sua futura riapertura e una normalizzazione dei flussi energetici.
Uno scenario che, se disatteso, potrebbe cambiare radicalmente il quadro. Una chiusura prolungata farebbe schizzare ulteriormente prezzi dell’energia, inflazione e rendimenti, innescando un irrigidimento delle condizioni finanziarie capace di mettere sotto pressione tanto gli asset rischiosi quanto il ritmo stesso degli investimenti in intelligenza artificiale.
Un equilibrio fragile ma razionale
La fotografia finale è quella di mercati tutt’altro che irrazionali. Al contrario, secondo BlackRock, gli investitori stanno mostrando una notevole capacità di lettura, incorporando simultaneamente crescita e rischio.
Nessuna disconnessione, dunque, tra Wall Street ai massimi e un contesto macro-finanziario complesso. Piuttosto, un equilibrio sottile, sostenuto dall’innovazione ma esposto a shock che, se dovessero intensificarsi, potrebbero rapidamente riscrivere le regole del gioco.
