5 Agosto 2026, mercoledì
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Truffe agli anziani, sgominata rete nazionale: base operativa nel cuore di Napoli

Indagine dei Carabinieri di Tivoli: dieci indagati per associazione a delinquere. Oltre cento raggiri in tutta Italia e mezzo milione di euro sottratti alle vittime più fragili

Dalle prime luci dell’alba è scattata un’operazione su vasta scala dei Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Tivoli, supportati nella fase esecutiva dai militari del Comando Provinciale di Napoli. Nel mirino, un’organizzazione ritenuta responsabile di una lunga serie di truffe ed estorsioni aggravate, consumate ai danni di persone anziane su tutto il territorio nazionale.

L’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip del Tribunale di Tivoli su richiesta della Procura locale, riguarda dieci cittadini italiani, gravemente indiziati di aver fatto parte di una struttura criminale stabile e ben organizzata. Non un gruppo occasionale, ma una rete articolata, capace di operare con metodo e continuità, replicando uno schema ormai tristemente noto ma sempre efficace.

L’inchiesta prende le mosse da uno dei tanti episodi che affollano la cronaca quotidiana: una truffa ai danni di un anziano. Un caso che, inizialmente, sembrava rientrare nella routine investigativa. Ma il sequestro di telefoni cellulari e schede SIM a uno degli indagati ha rappresentato il punto di svolta. Dietro quel singolo raggiro si celava infatti una macchina ben più complessa.

Attraverso un meticoloso lavoro di analisi dei dati, incrocio delle comunicazioni e ricostruzione delle utenze telefoniche, gli investigatori hanno progressivamente delineato i contorni di una vera e propria organizzazione criminale. Una struttura con una base logistica nel centro storico di Napoli, da cui venivano coordinate le operazioni su scala nazionale.

Secondo quanto emerso, il gruppo disponeva di una sorta di “centrale operativa” clandestina: un appartamento trasformato in hub delle telefonate, da cui partivano quotidianamente contatti mirati verso potenziali vittime, selezionate e raggirate con tecniche ormai rodate. Un sistema che prevedeva ruoli definiti, compiti distribuiti e una gestione gerarchica delle attività.

Il blitz nell’appartamento ha colto gli indagati mentre erano ancora in piena attività. La perquisizione ha consentito di sequestrare un ingente materiale: telefoni, rubriche, appunti operativi e documenti, alcuni dei quali parzialmente distrutti nel tentativo di cancellare le tracce. Un intervento tempestivo che ha permesso anche di interrompere numerose truffe in corso, evitando ulteriori danni alle vittime.

Il bilancio investigativo è di quelli che fotografano una realtà allarmante: sono 116 le truffe ipotizzate tra febbraio 2022 e marzo 2023, consumate in diverse regioni italiane, per un profitto complessivo che supera i 500 mila euro. Numeri che raccontano non solo l’estensione del fenomeno, ma anche la capacità dell’organizzazione di agire in modo sistematico, colpendo soprattutto le fasce più vulnerabili della popolazione.

Un’indagine che conferma come il fenomeno delle truffe agli anziani non sia più riconducibile a episodi isolati, ma rappresenti ormai un settore criminale strutturato, capace di evolversi e adattarsi. E che trova, ancora una volta, nella tempestività investigativa e nella cooperazione tra comandi territoriali, gli strumenti più efficaci per essere contrastato.

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