L’ipotesi più temuta, almeno per ora, arretra. Il cittadino sudafricano posto in isolamento fiduciario a Padova è risultato negativo al test per l’hantavirus, virus raro ma potenzialmente letale che nelle ultime settimane ha riacceso i riflettori sulla gestione globale delle emergenze infettive.
A comunicarlo è stata Maria Rosaria Campitiello, direttrice del Dipartimento di Prevenzione del Ministero della Salute, intervenuta in radio per fare il punto su una vicenda che ha attraversato continenti e sistemi sanitari. Il tampone, eseguito nella serata di lunedì, rappresenta un primo segnale incoraggiante ma non consente di abbassare la guardia.
«Non significa che non possa positivizzarsi nei prossimi giorni», ha precisato Campitiello, sottolineando come l’assenza di sintomi e l’esito negativo costituiscano comunque elementi favorevoli. La strategia resta quella già collaudata nelle emergenze epidemiologiche: quarantena e sorveglianza attiva.
Il caso padovano è uno dei quattro sotto osservazione in Italia: tutti passeggeri dello stesso volo che aveva fatto scalo a Roma e sul quale, a Johannesburg, era salita per pochi minuti una donna poi deceduta proprio a causa dell’hantavirus. Un contatto breve ma sufficiente a far scattare il protocollo di sicurezza.
Il focolaio della Hondius: evacuazione e polemiche
Mentre in Italia si monitora con prudenza, il cuore dell’emergenza resta legato alla nave da crociera Hondius, trasformata in poche ore in un caso sanitario internazionale. Lunedì si è conclusa l’evacuazione degli ultimi 28 passeggeri, sbarcati nel porto di Granadilla, a Tenerife, dopo una lunga attesa al largo dovuta anche alle resistenze iniziali delle autorità delle Canarie.
Le operazioni sono state rese ancora più complesse dal peggioramento delle condizioni meteo, ma alla fine si è arrivati a una soluzione definita “di successo” dall’Organizzazione mondiale della sanità. Il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus ha parlato di “missione compiuta”, sottolineando la rapidità con cui oltre 140 persone di 23 nazionalità sono state evacuate e rimpatriate in appena 36 ore.
Il bilancio, tuttavia, resta pesante: tre morti accertati, sette contagi confermati e nuovi casi emersi anche dopo i rientri, tra cui quello di un cittadino statunitense risultato positivo. Numeri che alimentano interrogativi sulla tempestività delle comunicazioni e sulla gestione iniziale dell’allerta.
La nave, dopo oltre quaranta giorni di navigazione nell’Atlantico a seguito di una crociera antartica, ha lasciato Tenerife nella serata di lunedì diretta a Rotterdam con il solo equipaggio a bordo. Ma si porta dietro un carico di polemiche e dolore: il corpo dell’ultima vittima, una cittadina tedesca, resta ancora nelle celle frigorifere.
Francia in allerta: grave una paziente evacuata
A preoccupare maggiormente in queste ore è il quadro clinico di una cittadina francese, evacuata domenica insieme ad altri connazionali. La donna aveva iniziato ad accusare i primi sintomi durante il volo da Tenerife a Parigi; nella notte le sue condizioni sono peggiorate sensibilmente.
La ministra della Salute Stéphanie Rist ha confermato che si tratta del primo caso francese riconducibile al focolaio della Hondius. La paziente è ora ricoverata in terapia intensiva in una struttura specializzata in malattie infettive, mentre gli altri quattro cittadini francesi, risultati negativi, restano in isolamento all’ospedale Bichat, in stanze a pressione controllata.
Un’emergenza sotto osservazione globale
Il quadro complessivo, pur senza i contorni di una pandemia, riporta in primo piano la fragilità degli equilibri sanitari internazionali. Il virus hantavirus, trasmesso principalmente attraverso roditori, resta raro ma insidioso, soprattutto per la difficoltà di individuazione precoce e la rapidità con cui può evolvere nei casi più gravi.
In Italia, l’esito negativo del primo test rappresenta una notizia rassicurante, ma non definitiva. La linea delle autorità sanitarie è chiara: monitoraggio costante, isolamento precauzionale e massima prudenza.
Perché, come insegnano le emergenze recenti, è proprio nelle fasi iniziali che si gioca la partita decisiva.
