La vertenza Primotecs di Avigliana torna al centro del confronto politico, trasformandosi in un caso emblematico delle tensioni tra istituzioni e territori industriali in crisi. A riaccendere lo scontro è il Movimento 5 Stelle, che denuncia un cambio di rotta improvviso su uno degli strumenti chiave per la salvaguardia occupazionale: la cassa integrazione straordinaria per area di crisi complessa.
Secondo quanto riferiscono i parlamentari Chiara Appendino, Antonino Iaria ed Elisa Pirro, insieme ai rappresentanti regionali Sarah Disabato e Alberto Unia, l’intesa inizialmente raggiunta prevedeva una copertura fino al 31 dicembre 2026. Una misura considerata essenziale per garantire un margine temporale sufficiente sia ai lavoratori sia a eventuali investitori interessati al rilancio del sito produttivo.
Quell’impegno, tuttavia, sarebbe stato rivisto al ribasso: la nuova scadenza fissata al 30 giugno riduce di fatto di sei mesi il periodo di tutela, lasciando 158 lavoratori davanti a un orizzonte improvvisamente accorciato.
Per i pentastellati, non si tratta di una semplice rimodulazione tecnica, ma di una scelta con ricadute immediate e profonde. “Sei mesi non sono un dettaglio burocratico – sottolineano – ma il confine tra una prospettiva di continuità e il rischio concreto di ritrovarsi senza reddito e senza lavoro nel giro di poche settimane”.
La critica investe non solo il governo, ma anche la Regione Piemonte, accusata di aver avallato una decisione che – secondo il M5S – indebolisce l’intero percorso di reindustrializzazione. Ridurre drasticamente la durata degli ammortizzatori sociali, infatti, significherebbe comprimere i tempi utili per individuare un potenziale acquirente o costruire un piano di rilancio credibile. In altre parole, sostengono gli esponenti del Movimento, si finirebbe per “accompagnare lo stabilimento verso una chiusura di fatto”, scaricando la responsabilità su una scadenza amministrativa.
La delegazione pentastellata rivendica inoltre il lavoro svolto sul territorio: sopralluoghi ad Avigliana, incontri con i lavoratori e atti parlamentari già depositati per chiedere chiarimenti e interventi urgenti. Un impegno che – assicurano – proseguirà anche nelle prossime settimane, con nuovi confronti direttamente in fabbrica.
Sul piano politico, la richiesta è netta: ripristinare immediatamente la copertura della cassa integrazione fino alla fine dell’anno, rispettando gli accordi originari. “La parola data va mantenuta – affermano – soprattutto quando in gioco c’è il futuro di centinaia di persone”.
La vicenda Primotecs, intanto, si inserisce in un quadro più ampio di fragilità del tessuto industriale piemontese, dove le crisi aziendali continuano a intrecciarsi con le difficoltà di attrarre investimenti e garantire continuità produttiva. In questo scenario, ogni decisione sugli ammortizzatori sociali assume un peso che va ben oltre la dimensione tecnica, diventando un banco di prova della credibilità delle istituzioni.
