3 Luglio 2026, venerdì
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De Pascale: “Dal ministro Giuli impegno a ripristinare i fondi per la Resistenza”

Dopo le polemiche sui tagli nel “decreto accise”, il Ministero della Cultura annuncia un cambio di rotta sui fondi destinati ai luoghi simbolo della memoria antifascista.

Il dossier sui finanziamenti ai luoghi della memoria della Resistenza torna al centro del confronto politico e istituzionale. A riaccendere l’attenzione è il “decreto accise”, che nei suoi effetti ha previsto riduzioni di risorse destinate a importanti siti storici e istituti culturali legati alla memoria antifascista.

A fare il punto è il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, che ha reso noto di aver ricevuto questa mattina una telefonata dal ministro della Cultura, Alessandro Giuli. Un colloquio che, secondo quanto riferito, avrebbe avuto toni rassicuranti e segnato un cambio di orientamento rispetto ai tagli inizialmente previsti.

“Ho ricevuto questa mattina una telefonata positiva da parte del ministro della Cultura, Alessandro Giuli, che mi ha rassicurato sui fondi destinati ai siti e agli istituti storici della Resistenza, dopo i tagli che erano stati effettuati dal Governo”, ha dichiarato de Pascale. “Non ha lasciato dubbi: è sua ferma intenzione reintegrare le risorse per tutti”.

Nel dettaglio, le riduzioni avevano coinvolto alcuni dei luoghi simbolo della memoria italiana del Novecento: da Sant’Anna di Stazzema, teatro di una delle più gravi stragi nazifasciste del 1944, all’ex campo di concentramento di Fossoli, passando per le Fosse Ardeatine (San Sabba), Marzabotto e Casa Cervi, tutti presìdi fondamentali per la conservazione e la trasmissione della memoria storica della Resistenza.

Il caso era emerso nelle ultime settimane proprio in relazione alle misure contenute nel decreto fiscale collegato alle accise, suscitando reazioni politiche e istituzionali e riaprendo il dibattito sul finanziamento dei luoghi della memoria storica nazionale.

De Pascale, pur accogliendo positivamente l’apertura del ministro, invita ora alla cautela in attesa dei provvedimenti concreti: “Sono certo che a questo impegno seguiranno i fatti”, ha aggiunto, sottolineando la necessità che alle dichiarazioni seguano atti amministrativi e risorse effettivamente ripristinate.

Il confronto tra Regione Emilia-Romagna e Ministero della Cultura si inserisce così in un quadro più ampio di ridefinizione delle priorità di spesa pubblica in ambito culturale, in cui il tema della memoria della Resistenza continua a rappresentare un punto sensibile del dibattito politico nazionale.

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