Un vasto incendio sta mettendo in ginocchio il promontorio del Gargano, dove le fiamme, alimentate da vento sostenuto e temperature elevate, hanno rapidamente raggiunto le aree costiere tra Peschici e Vieste, tra le mete più frequentate della stagione estiva. Il fronte del fuoco, sviluppatosi inizialmente nell’entroterra rurale nei pressi della Baia di Manaccora, ha avanzato fino a lambire le spiagge, rendendo necessaria un’evacuazione urgente dei turisti.
L’operazione di messa in sicurezza si è svolta anche via mare: le motovedette della Guardia Costiera hanno trasferito numerosi bagnanti lontano dalle aree a rischio. Al momento, secondo le prime informazioni, non si registrano vittime né feriti, ma il bilancio ambientale appare già pesante: vaste porzioni di macchia mediterranea e pinete di pini d’Aleppo sono state divorate dal fuoco.
Sul campo è in corso un imponente dispiegamento di mezzi e uomini: due Canadair sono impegnati nei lanci dall’alto, mentre squadre dei vigili del fuoco, supportate da autobotti e volontari della Protezione Civile, lavorano senza sosta per contenere il rogo. Nonostante i primi risultati nel circoscrivere l’incendio, le raffiche di vento continuano a ostacolare le operazioni, mantenendo alto il livello di criticità.
La colonna di fumo, visibile a decine di chilometri di distanza, ha sollevato forte preoccupazione anche tra operatori turistici e residenti. “Il Gargano brucia, e con esso rischiano di andare in fumo il lavoro di tanti operatori e le aspettative di centinaia di visitatori”, si legge in una nota diffusa sui social da Ferrovie del Gargano, impegnata nel monitoraggio della viabilità. La società ha inoltre espresso riconoscenza verso le squadre di soccorso impegnate sul territorio.
L’emergenza incendi non si limita alla Puglia. Nelle stesse ore, roghi di significativa intensità stanno interessando anche la costa del Basso Molise, al confine con il Gargano. Le autorità hanno disposto evacuazioni preventive in campeggi e stabilimenti balneari, mentre ventuno anziani ospiti di una residenza sanitaria assistita sono stati trasferiti in strutture più sicure, tra cui una chiesa e locali parrocchiali.
Le conseguenze si riflettono anche sulla mobilità: la statale 16 è stata chiusa in alcuni tratti, così come la linea ferroviaria adriatica, a causa del fumo denso che riduce drasticamente la visibilità. Le fiamme, sospinte dal vento di libeccio, hanno trovato facile propagazione nella vegetazione secca, avanzando rapidamente verso aree abitate e turistiche.
L’evoluzione della situazione resta incerta e strettamente legata alle condizioni meteo. Nel frattempo, il sistema di emergenza continua a operare in uno scenario complesso, dove la priorità resta la salvaguardia delle vite umane e la protezione di un territorio di straordinario valore naturalistico ed economico.
